Scout sfrattati, a Luco liti sindaco-parroco

De Rosa: «L’Agesci occupava abusivamente parte di un immobile». Il sacerdote difende l’associazione
LUCO DEI MARSI. A Luco dei Marsi va in scena la migliore saga della serie don Camillo e Peppone. A tenere banco è l’acceso botta e risposta tra il parroco della chiesa di San Giovanni Battista, don Giuseppe Ermili, e la sindaca Marivera De Rosa. Ad accendere la miccia tra i due il presunto sfratto dell’associazione scout Agesci, presieduta da Antonio Baldassarre, dal convento dei cappuccini che da qualche giorno ospita anche il centro estivo comunale. «La spiacevole vicenda», spiega De Rosa, «ha inizio quando il Comune è costretto a una ricognizione del proprio patrimonio immobiliare in cerca di luoghi in cui spostare i suppellettili delle due scuole in ristrutturazione e organizzare un centro estivo e di socialità post Covid, come richiesto dal Ministero per la famiglia. Dopo un sopralluogo al convento dei cappuccini scopriamo che l’Agesci, che aveva in concessione il solo piano primo, aveva occupato abusivamente gli altri piani e le pertinenze ed eseguito lavori non autorizzati su un immobile sottoposto anche a vincolo dei beni culturali. Per esigenze amministrative, chiediamo all’associazione di tornare a occupare, entro dieci giorni, i soli locali che gli erano stati assegnati con una delibera di giunta del 2006. Come se non bastasse, in tempi di Covid non avrebbero potuto svolgere le loro attività. Seguono incontri e riunioni», conclude la sindaca, «poi la questione si sposta sui social diventando di dominio pubblico. Animati da pregiudizi nei miei confronti e dell’amministrazione si è dato luogo a una strumentalizzazione sul piano politico e religioso. Della vicenda ho informato anche il vescovo Pietro Santoro». In difesa dell’Agesci è infatti intervenuto il parroco don Giuseppe Ermili. «Il mio unico scopo era superare le tensioni per il bene e l’edificazione della comunità parrocchiale», dichiara il sacerdote, «al di là delle polemiche, posso dire è che ho partecipato a un incontro tra l’amministrazione e l’Agesci durante il quale è emerso che non tutto il convento era a loro disposizione. L'associazione ha avanzato anche una richiesta di condivisione degli spazi, categoricamente rifiutata dall’amministrazione. Il clima creatosi sui social ha indotto molti a bollare l’Agesci come menzognera e approfittatrice di spazi pubblici. Questo non è vero! Ma dal momento che la questione è stata strumentalizzata e politicizzata preferisco chiuderla qui». (f.d.m.)
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