Scuola al freddo, studenti al sit-in

20 Febbraio 2018

In corteo alla Provincia per chiedere la sistemazione dell’impianto

L’AQUILA. Termosifoni spenti e aule freddissime. Questa la situazione che hanno trovato gli studenti dell’istituto superiore Da Vinci-Colecchi (Ipsiasar) ieri mattina quando sono entrati a scuola, a Colle Sapone. Una situazione «insostenibile», secondo i ragazzi, che hanno deciso di abbandonare le aule per inscenare una protesta. Convocata immediatamente un’assemblea straordinaria, infatti, hanno deciso di raggiungere la sede della Provincia in corteo e di dare vita a un sit-in davanti la sede dell’ente. «La decisione si è resa necessaria per portare sotto i riflettori la questione del riscaldamento», spiega Riccardo Centi, rappresentante di istituto. «Per una settimana i termosifoni sono stati tiepidi e le aule a temperature inferiori ai 18 gradi. Non abbiamo voluto subito calcare la mano nella speranza che venisse posto rimedio al problema tecnico della caldaia nel giro di qualche giorno. Poi la situazione è peggiorata». Ieri, infatti, il riscaldamento era andato in blocco e i caloriferi erano completamente fuori funzione. «Abbiamo portato la situazione all’attenzione dei tecnici della Provincia, che ci hanno ricevuto a seguito del sit-in», continua lo studente. «Ci hanno detto che c’è stato un problema alla caldaia, che non ce la fa a riscaldare l’intera struttura a causa delle dimensioni. Da tre settimane, infatti, va spesso in blocco. Durante l’incontro ci è stato assicurato che verranno presi provvedimenti per risolvere il problema. Vigileremo su quanto sarà fatto e se non ci saranno risposte esaustive torneremo a protestare nella sede della Provincia».
Intanto, per oggi, i ragazzi si sono muniti di sciarpe, cappelli e coperte in modo da combattere il freddo dentro le aule. «Vogliamo mantenere alta l’attenzione sul problema, senza comunque disertare le lezioni, se non sarà necessario», conclude Centi. «Per questo non intendiamo abbassare la guardia. Certo è che non si può stare seduti per cinque o sei ore di seguito su un banco, a 14 o 15 gradi. È necessario che venga trovata una soluzione il più presto possibile». (m.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.