Scuola chiusa, Caruso chiederà i danni

Il presidente della Provincia in Procura per sollecitare il dissequestro dell’immobile. I sigilli della Finanza 4 anni fa
SULMONA. Valutare una richiesta di risarcimento danni e i tempi di dissequestro della struttura. Angelo Caruso andrà in Procura venerdì per cercare di sbloccare una volta per tutte la questione del De Nino-Morandi, la scuola superiore chiusa da ottobre 2014 dopo i sigilli posti dalla Guardia di finanza su lavori non conformi. Il tema è tornato di attualità nell’assemblea aperta convocata martedì dal comitato di docenti ed ex docenti, che si è tenuta nel centro pastorale. Se per la parte della ristrutturazione dell’immobile che fino al 2014 ospitava i ragionieri e geometri a Sulmona e per la ricerca di una sede alternativa la Provincia si è già attivata, ora resta tutta la questione giudiziaria da completare con un processo penale pendente. Caruso ha, infatti, annunciato la firma della convenzione con la Prometeia, la ditta di Teramo che si è aggiudicata l’appalto per l’elaborazione del progetto esecutivo: ci vorranno almeno 90 giorni prima dell’approvazione e da due a quattro anni per eseguire i lavori, compreso il tempo riservato ai ricorsi. Per gli interventi la Provincia ha accantonato 4 milioni di euro. Chiaramente prima, già dal prossimo autunno, si punta al rientro degli studenti a Sulmona, dopo il trasloco a Pratola.
«So che arriveranno proposte e offerte da Sulmona», incalza Caruso, «anche se mi sarei aspettato un’attenzione maggiore da parte degli addetti ai lavori». Caruso vuole vederci chiaro sia per definire i termini del dissequestro della struttura e sia per un’eventuale richiesta di risarcimento dei danni che la chiusura della scuola ha comportato sotto diversi i punti di vista. Questione che è stata posta sul tavolo della discussione alla presenza del sostituto procuratore della Repubblica di Sulmona Aura Scarsella, che ha partecipato ai lavori dell’assemblea. Tra le prime conseguenze c’è il calo degli iscritti, scesi da 320 a 173, oltre che gli incassi dimezzati nei negozi nati attorno alla scuola di via D’Andrea. La priorità per il comitato, come ha spiegato il portavoce Franco D’Amico che ha aperto i lavori dell’assemblea, è quella di rientrare a Sulmona prima del 17 ottobre.
«Non vogliamo festeggiare il quarto compleanno della chiusura della scuola a Pratola», ha detto. Sono ormai passati quasi quattro anni dal sequestro dell’istituto De Nino-Morandi che incomincia ad accusare i 40 mesi di incuria e abbandono. Il piazzale si presenta con vetri rotti, erbacce, calcinacci e sporcizia accumulati nel tempo. «Gli studenti e le loro famiglie devono avere delle risposte», aggiunge Caruso, «ma la situazione è complicata e noi non ci arrendiamo». Nei mesi scorsi sono state organizzate una petizione e una deposizione di fiori davanti alla scuola.
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