Scuola della finanza: i 30 anni di vita raccontati in un libro

Dall’inaugurazione al ruolo nell’emergenza post-sisma Il comandante Zaccagnini: «Tocca tutti noi nel profondo»
L’AQUILA. Quaranta anni fa, a nord di Coppito, nella periferia ovest dell’Aquila, c’era una strada sterrata, qualche campo arato, il fiume Aterno, che oggi continua a scorrere nelle vicinanze, e poco altro. Era il 1983 quando il Comune dell’Aquila donò i terreni per un progetto, poi ampliato, per ospitare la nuova scuola della guardia di finanza. Ci fu anche qualche resistenza da parte dei proprietari dei terreni, ma, pochissimi anni dopo, gli allievi del 66°corso “Brava II” varcavano i cancelli di quella enorme struttura. Era il 17 ottobre del 1992, due mesi dopo arrivava l’inaugurazione ufficiale. La scuola ispettori e sovrintendenti della guardia di finanza di Coppito era finalmente realtà. E da quel giorno, ogni anno, all’Aquila arrivano centinaia di ragazzi e ora ragazze, che iniziano la carriera nel corpo. La maggior parte di loro resterà in città per almeno tre anni.
Ieri, nella sala di rappresentanza della scuola è stato presentato un libro fotografico che ne racconta la storia. Alla presentazione ci sono alcuni dei protagonisti di quei giorni. Uno su tutti, il generale Gino Gorelli, primo comandante della scuola a L’Aquila nel 1992. «Per noi è come un padre», racconta emozionato uno degli ufficiali dopo i saluti di rito. Saluti ben poco formali, tra strette di mano e abbracci, segno di amicizie cementate nel tempo. Gorelli si è detto «entusiasta nel ritornare in questa caserma», nel ricordare il tanto lavoro che il trasferimento comportava, e quanto sia divenuta importante questa scuola nel panorama italiano. «Senza questa scuola", ha detto l’ultra 90enne generale, «l’Italia non sarebbe la stessa, tanto è importante per la collettività e la nazione la preparazione di chi va fare un lavoro delicato come il nostro».
Alla presentazione c’è Domenico Taglieri, della Fondazione Crispaq, che ha collaborato alla realizzazione del libro, e a fare gli onori di casa il comandante della scuola, il generale di divisione Cristiano Zaccagnini, che parla di un libro destinato e generare «sensazioni forti, toccare nel profondo ciascuno di noi». Perché dentro al libro, ci sono momenti che all’Aquila non possono essere dimenticati. Come le foto dopo il sisma del 2009, i funerali di Stato, la scuola diventata centro nevralgico dell’emergenza. Ma c’è anche chi, fra i sopravvissuti, ha ricordi più intimi. Come quello degli allievi della scuola che scavano fra le macerie con le mani protette dai soli guanti bianchi da parata.
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