«Scuola e informazione indispensabili ai giovani»
Il direttore del Centro, Primo Di Nicola, incontra i liceali del Torlonia «La carta riconquista terreno, la figura del giornalista rimarrà centrale»
AVEZZANO. «La cultura e la scuola sono fondamentali per i giovani, ma anche l’informazione gioca un ruolo considerevole perché indispensabile alla formazione del cittadino». Così ha esordito Primo Di Nicola, direttore del Centro, nell’incontro che si è tenuto nell’aula magna del Liceo classico “Torlonia” di Avezzano. La preside Annamaria Fracassi ha sottolineato l’importanza per i ragazzi, che svolgono il corso di giornalismo del Centro come alternanza scuola-lavoro, di avvicinarsi a figure professionali di rilievo per conoscere le dinamiche di una redazione.
All’evento, patrocinato dal Comune di Avezzano, erano presenti anche il sindaco Gianni Di Pangrazio e l’assessore Alessandra Cerone. Il sindaco, prima di cedere la parola al direttore Di Nicola, è intervenuto ricordando agli studenti l’importanza della libertà di parola ed espressione.
Tante le domande che i ragazzi hanno rivolto al direttore Primo Di Nicola.
Visti i recenti e rovinosi eventi che hanno colpito il Centro Italia, quale contributo ha portato il Centro alle popolazioni coinvolte?
«La neve era attesa da molti per poter aprire la stagione invernale, ma alla fine una risorsa si è trasformata in una tragedia. Il Centro fin dall’inizio ha svolto informazione di servizio attivando anche la sua pagina Facebook. Abbiamo così iniziato a raccontare in diretta tutti i disagi di quei momenti e, quando ha cominciato a circolare la notizia che una valanga aveva travolto l’Hotel di Rigopiano, personalmente, assieme ad alcuni colleghi, siamo partiti da Pescara alla volta del luogo del disastro, ritrovandoci alla testa della colonna dei soccorsi che quasi arrancava tra la neve. Siamo stati i primi ad arrivare e a raccogliere notizie, tanto che organi di stampa nazionali e stranieri come la Bbc e il New York Times si sono rivolti a noi per comprendere meglio cosa fosse accaduto. Nelle settimane seguenti abbiamo poi raccontato i tanti disservizi, smuovendo così l’opinione pubblica».
Come si è avvicinato al giornalismo? È sempre stata una sua passione?
«Sono nato a Castellafiume e ai miei tempi quasi tutti i ragazzi del paese intraprendevano la carriera del manovale, del carpentiere e anche del cuoco. Io invece sono andato a studiare a Roma e, dopo aver svolto vari lavori ed aver collaborato con una piccola agenzia di stampa, terminai gli studi e riuscii a entrare a far parte della redazione de L’Espresso, che all’epoca poteva dirsi il giornale più influente in Italia».
Secondo lei giornalisti si nasce o si diventa?
«La mia carriera è stata un caso, se non fossi andato a Roma probabilmente avrei intrapreso tutt’altra strada. Mi sento di sottolineare una cosa: la cultura per un giornalista è fondamentale in quanto lo rende più forte e utile alla comunità. Dopotutto, come dicevadon Milani, la cultura è potere. È per questo che consiglio sempre di laurearsi, così da avere i mezzi per affrontare meglio la vita».
La rivoluzione digitale in atto rischia di sopprimere il giornalismo come lo conosciamo oggi?
«Sicuramente cambieranno le modalità di lettura, ma la figura del giornalista rimarrà centrale, in quanto dovrà selezionare le notizie per il cittadino, che non ha più il tempo di farlo. Già 15 anni fa si diceva che la carta stampata sarebbe scomparsa, questo non solo non è accaduto ma dalle ultime statistiche sembra che stia riacquistando terreno».
L’ incontro è terminato con una riflessione sul mestiere del giornalista, in cui Di Nicola ha affermato che, nonostante oggi «sia difficile affermarsi come bravi cronisti anche a causa della presenza di molti ciarlatani, ci sono tanti professionisti, che amano il proprio mestiere e che sono disposti a fare grossi sacrifici pur di perseguire non il proprio interesse, ma quello di tutta la comunità».
Antonio Santucci
Davide Di Leonardo
Francesco Salvemme
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