Scuola-lavoro, giovani protagonisti

Successo dell’iniziativa che ha coinvolto 400 studenti autori di sondaggi, video ed elaborati
AVEZZANO. «L’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro è ostacolato dalle raccomandazioni e dalla politica che sceglie sempre prima i figli di papà, ma noi non ci arrendiamo e vinceremo studiando e diventando sempre più preparati».
Hanno le idee ben chiare i circa 400 studenti delle scuole superiori di Avezzano, che ieri mattina hanno dato vita a un convegno al Castello Orsini, in cui hanno tirato le somme, affiancati dai loro professori, su quanto fatto per un progetto di continuità scuola-lavoro. Sono stati coinvolti i ragazzi di tutti gli istituti che in platea si sono “mescolati” condividendo esperienze e punti di vista. Alcuni di loro hanno parlato dal palco.
L’iniziativa prende il nome di “Giovani sospesi tra scuola e lavoro” ed è partita dalla lettura del libro “Un futuro a colori” di Irene Tinagli, presente all’evento. Tinagli fa parte del gruppo parlamentare del Partito Democratico e ha partecipato con entusiasmo al convegno che ha visto come relatori, tra gli altri, anche il direttore dell’ufficio scolastico regionale per l’Abruzzo Ernesto Pellecchia, il manager della LFoundry Sergio Galbiati, lo storico locale Sergio Natalia, il professore Giuseppe Cristofaro e l’assessore alla Cultura Fabrizio Amatilli.
«I ragazzi hanno realizzato sondaggi, video e altri elaborati», spiegano Vincenzo Rea, Franca Di Benedetto e Maria Carmela D’Agostino, alcuni dei docenti che hanno coordinato il progetto. «Non sono stati dei figuranti ma veri protagonisti». «Vedo tanta energia in questi giovani», ha commentato l’autrice Tinagli, «ai ragazzi di oggi va tesa una mano, loro non aspettano altro. È necessario che il sistema li guidi, li accompagni, in modo che si sentano sicuri nel loro percorso».
«Questi sono i giovani che tra cinque anni avranno la responsabilità di cambiare il sistema», va avanti il manager Galbiati. «Quando usciranno da scuola il mondo sarà cambiato rispetto a quello che vivono oggi, siamo costretti ai cambiamenti, si veda la trasformazione che ha fatto la nostra azienda per continuare a essere sul mercato. L’incertezza viene da tante cose, soprattutto da chi oggi detiene il potere, chissà cosa accadrà tra cinque anni. I giovani vanno sostenuti. Se il mondo non dà sicurezza è la scuola che deve dare a questi studenti la giusta consapevolezza per renderli forti e in grado di afferrare le migliori opportunità».
«È la scuola che deve farsi carico del futuro di questi studenti e non c’è una ricetta per farlo», ha detto il direttore Pellecchia. «È la scuola che deve impegnarsi per permettere ai ragazzi di essere migliori e di realizzarsi professionalmente e personalmente. Per questo dobbiamo lottare contro la dispersione scolastica».(m.t.)
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