Scuola nazionale vigili del fuoco: via libera alla fase progettuale

Dopo le polemiche il Provveditorato opere pubbliche autorizza l’affidamento dello studio di fattibilità In alcuni edifici del Progetto Case previsti alloggi per 250 o 500 allievi, con laboratori, palestre, mensa
L’AQUILA. Dopo le polemiche dei mesi scorsi sullo sgombero degli alloggi del Progetto Case di Sassa per far posto al Centro di formazione dei vigili del fuoco, ora si passa alla fase operativa. Il Provveditorato alle opere pubbliche ha autorizzato a «procedere all’affidamento della redazione dello studio di fattibilità». L’importo posto a base di appalto è di 252.116 euro. In sostanza si dà avvio alla fase progettuale, che si basa su uno studio preliminare già pronto, dal quale si evincono i dettagli della struttura. Per ora si parte con una capienza di 250 allievi (tempi di realizzazione 4 anni). Previsto un possibile allargamento a 500 allievi. Viene esclusa l’ipotesi di arrivare a 750. Delle 16 palazzine disponibili, nella prima fase ne saranno utilizzate 10 (o 12) di cui 8 saranno abbattute e ricostruite. L’obiettivo è «realizzare un complesso formativo nel quale gli allievi frequenteranno un corso volto a migliorare le capacità di affrontare gli aspetti dell’attività di soccorso che richiedono abilità manuali nei settori dell’edilizia, della meccanica, dell’idraulica e dell’elettrotecnica».
CAPIENZA
Sono state considerate diverse ipotesi di intervento con capienza variabile «da realizzare mediante riuso, demolizioni, e nuove costruzioni». L’ipotesi A è da 250 allievi. Prevede la demolizione degli 8 edifici inagibili, conservando invece le piastre su cui realizzare gli spazi comuni (aule, laboratori, uffici, mensa, cucina, bar, palestre). La reception e due campetti sportivi sorgeranno negli spazi liberi tra le piastre. Le esigenze alloggiative verranno soddisfatte adattando gli appartamenti attualmente presenti su 4 ulteriori piastre.
L’ipotesi B è da 500 allievi. Prevede (oltre alle opere come nell’ipotesi A) che per gli spazi formativi (altri laboratori, aule, magazzini) sarà impegnato anche parte del terreno disponibile, di forma pressoché trapezoidale, tra la Statale 17 e il fosso, e per le esigenze alloggiative dovranno essere adattati gli appartamenti attualmente presenti su 8 piastre.
COSA CI SARà
Ecco gli altri dettagli dell’ipotesi “a 250 allievi”. All’ingresso della sede è prevista la realizzazione di un corpo di fabbrica monopiano di piccole dimensioni (50 metri quadrati), per l’accoglienza e il controllo accessi. In considerazione delle attività pratiche il progetto prevede «di realizzare i laboratori all’interno di fabbricati aventi le caratteristiche di capannoni industriali. I 250 allievi saranno divisi in 4 gruppi che corrispondono ai 4 corsi tecnici: idraulica, meccanica, elettrotecnica ed edilizia». Ci saranno due magazzini negli spazi liberi del piano sotto alle piastre e 6 aule per 32 allievi ciascuna. Per la conduzione delle diverse attività tecnico-amministrative «si ritengono più che sufficienti 20 uffici, per un totale di 775 metri quadrati». Ci saranno poi una «cucina-mensa per 300 posti con una superficie totale di 775 meri quadrati, due palestre di 445 metri quadrati ciascuna, un bar con sala polifunzionale di 630 metri quadrati». Si prevede inoltre l’utilizzo di 4 blocchi di alloggi esistenti per un totale di 336 posti letto. Il numero di posti letto soddisfa le esigenze di 250 presenze per i discenti garantendo ulteriori 86 posti per le eventuali esigenze dello staff didattico. Tali fabbricati saranno oggetto di una ristrutturazione volta a trasformare le abitazioni in unità ricettive.
COSTI
La stima di massima dei costi supera i 14.615.00 euro. «Essa si riferisce ai soli interventi edili, ai quali vanno aggiunti i costi per l’arredo delle parti a uso comune e le dotazioni necessarie per le attività formative. A tale importo vanno aggiunti i costi delle attrezzature per la mensa, dei laboratori e degli altri impianti».
VIABILITà
In fase progettuale, conclude lo studio, «si dovrà tener conto della nuova viabilità interna al lotto per rendere indipendente la porzione dell’area destinata a Scuola dalla restante parte dell’insediamento abitativo».
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