Scuola sequestrata, sei anni di abbandono

Anniversario del blitz dei finanzieri: giustizia lenta e lavori fermi, così il De Nino-Morandi è nel degrado
SULMONA. Il 17 ottobre di sei anni fa gli uomini della Guardia di finanza dell’Aquila mettevano i sigilli sui lavori di ristrutturazione post sisma del De Nino-Morandi. Da allora nulla o quasi è cambiato per la scuola sulmonese di via D’Andrea, ora traslocata a Pratola. Il processo dovrebbe ripartire, ma intanto i lavori sono fermi da quel 17 ottobre 2014. Anzi, da allora le finestre sono rimaste aperte, le pareti tinteggiate di fresco sono state danneggiate dalle intemperie e il giardino interno abbandonato a se stesso, con alberi e piante caduti. In questi anni è sorto il Comitato di ex docenti presieduto da Franco D’Amico per sostenere la riapertura della scuola e commercianti e residenti hanno più volte sollecitato una maggiore attenzione sul piazzale in abbandono. Qui vetri rotti, erbacce, calcinacci e sporcizia si sono accumulati in quattro anni di chiusura. In particolare, l’angolo della ringhiera esterna della scuola, che si trova all’incrocio con via Cornacchiola, è diventato ricettacolo di ogni genere di rifiuti. Attraversamento pedonale di passaggio con le altre scuole cittadine, sono spesso gli stessi ragazzi all’uscita a buttare ogni cosa al di là delle transenne in ferro. Così non è difficile vedere bottiglie di plastica, pacchetti e mozziconi di sigarette, cartacce e resti di merendine sul prato che costeggia la scuola, dove il muschio e le erbacce si sono ormai impossessate di quelle che erano una volta delle aiuole. Tanto da dover necessitare operazioni straordinarie di pulizia, come l’ultima eseguita qualche mese fa, scatenando la protesta di Legambiente per il taglio degli alberi resi pericolanti dall’assenza di manutenzione.
Nel frattempo, gli studenti restano nell’Iti di Pratola, dove quest’anno non si è formata la prima classe del corso per Geometri a causa delle sole sei iscrizioni arrivate. Una cosa che ha imposto l’accorpamento amministrativo, o meglio il regolare corso per i soli sei geometri della classe prima è stato associato a meccanica, seppur nella differenziazione e nella specificità della didattica.
Al di là degli accorgimenti avuti dal preside Massimo Di Paolo nel non perdere le peculiarità del corso, la mancata formazione della prima classe richiama in causa la chiusura di sei anni fa. (f.p.)
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