Scuola Serafini, il cantiere è fermo

18 Marzo 2022

I genitori protestano: «I soldi ci sono ma il Comune ritarda la firma su un atto»

SULMONA. Gli studenti della scuola media Serafini rischiano di dover iniziare il prossimo anno scolastico ancora una volta, fuori dalla storica sede di via Alessandro Volta. I lavori di ristrutturazione dell’edificio sono infatti fermi da qualche mese nonostante l’ufficio per la ricostruzione di Fossa abbia già dato l’ok definitivo, garantendo il finanziamento di 600mila euro necessario per coprire il costo della variante presentata nell’ottobre scorso. Una situazione che preoccupa i genitori degli alunni e gli insegnanti, i quali temono di dover passare ancora un anno lontano dalla loro scuola e che ora sono pronti ad avviare azioni di protesta. «Sappiamo che per aspetti burocratici che riguardano gli uffici del Comune, la situazione è ancora ferma», spiega Gianni Mariotti, tra i genitori pronti alla protesta. «Per la ripresa dei lavori manca la firma di un atto tra la ditta appaltatrice e il Comune e nessuno si preoccupa di sottoscriverlo». Il 14 ottobre scorso venne presentata una variante al progetto, uno degli ultimi atti della passata amministrazione, per garantire l’ultimazione della scuola anche per quanto riguarda gli impianti termo-idraulici, gli arredi interni e gli infissi. La variante è stata portata in giunta lo scorso gennaio, con la relativa approvazione. All’inizio di febbraio è arrivato il nullaosta definitivo da parte dell’Uscr di Fossa che ha messo a disposizione i soldi, ma da quel momento tutto tace. «È l’ennesima situazione al limite del paradosso che coinvolge il Comune e in particolare l’assessorato ai Lavori pubblici», accusa il consigliere comunale ed ex assessore Salvatore Zavarella, «la pratica è chiusa ma l’attuale assessore non sembra pronto a dare il via libera definitivo alla ditta appaltatrice. Il rischio reale è che gli alunni della Serafini non possano rientrare nella sede di via Volta nemmeno con l’inizio del prossimo anno scolastico». In questo momento, infatti, la ditta vincitrice dell’appalto, avrebbe altri cantieri da portare avanti e potrebbe per via dei tempi ristretti del superbonus dare la precedenza a questi impegni. Inoltre il materiale come ferro e alluminio scarseggia e non è facilmente reperibile in questo particolare periodo. (c.l.)
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