Scuole, 50 milioni fermi

8 Settembre 2017

Il Comune ha i soldi per i nuovi stabili, ma il codice degli appalti rallenta i lavori

L’AQUILA. Cambio di regole per sbloccare 50 milioni di euro e accelerare i tempi dei lavori nelle scuole. La richiesta era stata già avanzata dalle tante voci del cratere che, però, non erano riuscite a trovare ascolto a Roma. Ora, dopo la visita a Campotosto e Capitignano del premier Paolo Gentiloni, quella richiesta riprende vigore: «La ricostruzione delle scuole del cratere, quello del 2009, non può seguire le norme ordinarie del codice degli appalti».
A rilanciare la necessità di adottare procedure in deroga al codice degli appalti è stato l’altro giorno a Capitignano, nell’incontro operativo avuto con Gentiloni, lì proprio per l’inaugurazione della nuova scuola aperta otto anni dopo il sisma, il presidente provinciale dell’Ance, Ettore Barattelli. Che ha poi parlato di «50 milioni, già nella casse del Comune dell’Aquila, destinati alla realizzazione dei nuovi edifici scolastici. Quelli che dovranno sostituire i Musp». Tutti d’accordo con Barattelli, a cominciare dalla senatrice Stefania Pezzopane e dal presidente della Regione, Luciano D’Alfonso. Ieri, 24 ore dopo la “chiacchierata” con Gentiloni, la questione è finita al centro dell’incontro avuto al Mef con la sottosegretaria Paola De Micheli che a breve andrà a ricoprire l’incarico di commissario straordinario per la ricostruzione delle aree del centro Italia colpite dal terremoto. Un appuntamento, fissato già prima delle ferie, che ha visto – tra gli altri – la presenza nella delegazione aquilana della stessa senatrice Pezzopane, del vicepresidente della Regione Giovanni Lolli e dei sindaci dell’Aquila e di Barisciano Pierluigi Biondi e Francesco Di Paolo. «La prima delle priorità sulle quali abbiamo concordato di lavorare», spiega la Pezzopane, «riguarda proprio le scuole. È necessario che anche alla ricostruzione pubblica post-sisma del 2009 siano applicate le deroghe previste dopo gli eventi sismici più recenti. Ciò è indispensabile per velocizzare il più possibile la realizzazione degli edifici scolastici nel cratere. Nel 2009 per la ricostruzione pubblica non sono state previste normative d’eccezione. Così, anche la ricostruzione delle scuole è stata sottoposta alle procedure ordinarie del codice degli appalti. All’Aquila, dunque, siamo stati costretti a seguire la stessa trafila adottata, per esempio, a Milano. Nessuna deroga, come invece previsto per i Musp realizzati con procedura d’emergenza. Poi c’è stato il problema dei fondi per le scuole dirottati verso altre realtà abruzzesi non terremotate, con la scusa che qui avevamo Musp sicuri. Ma per tornare alle procedure, dopo i terremoti del 2016 e 2107 si è preso atto che andavano fatte “gare ristrette” per le scuole, così da avere un iter rapido. Ma la deroga non c’è stata e i miei emendamenti non sono passati. Ora abbiamo riproposto la questione e speriamo di poter avere risposte positive. E ciò che non riusciremo ad inserire nella legge di bilancio vedremo di portarlo comunque a casa con gli emendamenti. «Quello che chiediamo», aggiunge il sindaco Biondi, «è di riconoscere priorità a questo settore. E l’unica strada per poter velocizzare la ricostruzione delle scuole è quella di una deroga al codice degli appalti. È stato fatto per i terremoti più recenti del Centro Italia e bisognerà trovare il modo per farlo qui, anche se sono passati oltre otto anni dal sisma». Biondi conferma di avere 50 milioni già disponibili per le scuole e un cronoprogramma da seguire, «anche se», dice, «dovremo fare un piano di razionalizzazione». Tra le prime scuole da ricostruire, la Mariele Ventre a Pettino «il cui appalto è fermo per un ricorso. E poi la primaria di Arischia, la scuola media di Paganica, che è in attesa del via libera del Genio civile, il polo scolastico di Sassa, per il quale è previsto un concorso internazionale di progettazione. E ancora, gli edifici scolastici di Pianola. Ma l’elenco è lunghissimo e solo con la deroga potremo sveltire le procedure e dare il via ai lavori senza ostacoli. La disponibilità della sottosegretaria c’è, così come quella dei diversi gruppi politici. Speriamo di raggiungere l’obiettivo».
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