Scuole, apertura rinviata Casini: «Voglio sicurezza»
La sindaca incontra 700 genitori, serve tempo per l’arrivo dei Moduli provvisori Le famiglie: edifici a prova di sisma o non manderemo i nostri figli a lezione
SULMONA. «Le scuole della città non riapriranno lunedì 12 settembre». Lo ha annunciato la sindaca Annamaria Casini nel corso dell’animata e partecipata assemblea che si è svolta nel tardo pomeriggio di ieri all’esterno della chiesa di San Giovanni da Capestrano nella frazione di Torrone, tra Sulmona e Introdacqua. E non si sa se e quando riapriranno.
«In questo momento la cosa più importante è mandare a scuola i nostri figli in una situazione di ragionevole sicurezza», sottolinea il sindaco nel suo intervento, «se queste condizioni non ci sono non riaprirò le scuole».
Quindi niente lezioni almeno per l’intero mese di settembre, perché, come ha evidenziato lo stesso primo cittadino, il problema non si riuscirà a risolverlo entro 15 giorni. «La sindaca, da sola, non va da nessuna parte», aggiunge la Casini, «per questo in una conferenza di servizi chiederò a Regione e prefetto di lavorare insieme per arrivare alla sintesi più sicura». La prima soluzione messa in campo dall’amministrazione Casini, presente in forza ieri all’assemblea organizzata dal neonato comitato “Scuole sicure”, e alla quale hanno partecipato circa settecento persone, è quella di realizzare al più presto possibile i Musp che consentano di ospitare in tutta sicurezza gli alunni. Una strada che tutti vogliono percorrere ma che non è assolutamente così scontata: il Comune non ha i soldi e i tempi di realizzazione comporterebbero la sospensione delle scuole per un paio di mesi. Per questo resta fondamentale l’intervento della Protezione civile della Regione. I genitori sono stati chiari: «Noi i nostri figli in quegli edifici pericolanti non ce li mandiamo, a rischio di fargli saltare l’anno scolastico». E la sindaca sembra essere in linea con le mamme e le famiglie, tanto che ha già avviato degli incontri serrati con la Regione per chiedere la disponibilità dei Musp per poter avviare in tutta tranquillità il discorso di messa in sicurezza di tutte le scuole senza l’assillo di dover prendere decisioni affrettate che poi potrebbero rivelarsi sbagliate. Pur tenendo in considerazione un piano B che prevede l’utilizzo dei pochi edifici scolastici “sicuri” ed edifici pubblici di recente costruzione, come potrebbe essere quello di proprietà dell’Ater nella zona Peep. «Già la precedente amministrazione», sottolinea il primo cittadino, «aveva avviato controlli e verifiche e alcuni interventi di messa in sicurezza sono già partiti. Il Comune ha ricevuto circa 12 milioni di euro, forse più di altri centri del territorio. Con questa situazione in cui versano attualmente gli edifici scolastici, abbiamo chiesto di avere assistenza per un progetto di adeguamento sismico, compresa la possibilità di avere moduli provvisori. La richiesta sarà valutata la settimana prossima».Nel corso dell’assemblea è intervenuto anche l’assessore ai Lavori pubblici, Mario Sinibaldi, il quale ha annunciato che l’iter per l’avvio dei lavori di messa in sicurezza delle scuole subirà una accelerata. «Pur non essendo in presenza di un’ordinanza che accerti l’emergenza», evidenzia Sinibaldi, «mi sono preso la responsabilità di dichiarare l’urgenza di determinati lavori. La prossima settimana si realizzerà il contratto d’appalto, salteremo alcune procedure e i lavori previsti nelle scuole potranno iniziare immediatamente». Lavori che però saranno ultimati non prima di un anno.
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