Scuole, “Con Sulmona”: tutto è ancora in alto mare

Il presidente dell’associazione, Pagone, ha scritto a sindaco e assessori comunali «Negli immobili individuati non ci sono condizioni per ospitare attività didattiche»
SULMONA. A poco più di un mese dalla riapertura delle scuole l’associazione “Con Sulmona” torna a incalzare l’amministrazione comunale sulla necessità di fare chiarezza per gli studenti e loro famiglie in vista del nuovo anno scolastico.
Così il presidente del sodalizio politico-culturale, Gaetano Pagone, ha inviato una lettera al sindaco Annamaria Casini, all’assessore ai Lavori pubblici, Salvatore Zavarella, e ai dirigenti comunali. «Il 14 settembre è dietro l’angolo e, dopo una serie di dichiarazioni trionfalistiche che lasciavano sperare in una riapertura delle scuole senza problemi, perché erano state individuate le soluzioni sulla loro riapertura, è sceso un profondo silenzio», fa notare Pagone. «Le famiglie che hanno figli che frequentano i diversi ordini di scuola sono preoccupate per i prevedibili disagi connessi alla impercorribilità delle soluzioni prospettate e che potrebbero implicare l’utilizzo di doppi turni. Infatti, in tutti gli immobili individuati non ci sarebbero le condizioni per ospitare attività scolastiche». Poi, via col conteggio delle scuole chiuse. «Oggi osserviamo che lo stato dei lavori della scuola Masciangioli è tale da escludere la riapertura per quest’anno. La scuola Lombardo Radice non è utilizzabile; il nuovo edificio del polo scolastico è ancora in alto mare; la scuola Capograssi è l’unica che con tutta probabilità sarà pronta per il 14 settembre. Insomma, a poco più di un mese dalla riapertura delle scuole, nell’assenza anche del bilancio preventivo del 2020, indispensabile per distribuire somme nei capitoli per eseguire nuovi lavori, c’è un profondo silenzio». Il sodalizio, poi boccia i Musp utilizzati finora: «Non vorremmo che qualcuno pensasse a temerarie soluzioni, quali l’utilizzo ancora dei Musp, privi di autorizzazione antisismica e già usati lo scorso anno, mettendo a rischio alunni e personale, oppure di non consegnare i lavori di adeguamento sismico della media Serafini, per la quale, già dal 2018, il Tar ha dato via libera all’esecuzione delle opere, e della scuola Lola Di Stefano, appaltata a giugno scorso». Oltre alle scuole comunali, non vanno bene le cose nemmeno in quelle superiori: «Intanto la problematica è stata trattata con superficialità, poi nulle è stato posto in essere per cercare soluzioni per l’Itc, ancora sotto sequestro, e il Classico».
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