Scuole da ricostruire, è scontro in consiglio: salta il numero legale

20 Maggio 2023

Sindaco Biondi e capigruppo: «Abbiamo dato noi la svolta» Le opposizioni: «Non è vero». I comitati: «Siamo stati offesi»

L’AQUILA. Finisce con i consiglieri di maggioranza che si alzano e vanno via, facendo mancare il numero legale, mentre quelli di minoranza restano a fotografare l’aula vuota e parlano di «una brutta pagina». L’occasione era di quelle importanti. Si doveva parlare di scuole, della ricostruzione e del loro posizionamento. Per questo, la consigliera di minoranza Simona Giannangeli aveva anche invitato numerosi portatori d’interesse, dagli esponenti dei comitati che da più di un decennio si battono per superare la stagione dei Musp, i moduli a uso scolastico realizzati dopo il sisma del 2009, passando per i sindacati finendo poi con i dirigenti scolastici. Tutti riuniti per mettere dei punti fermi ai progetti di ricostruzione scolastica che, a 14 anni di distanza dal terremoto del 2009, a seconda dei punti di vista differenti tra opposizione e maggioranza, da un lato versano in uno stato di sostanziale letargia e dall’altro sono finalmente ripartiti. Che ci sarebbe stata battaglia lo si poteva intuire già dalle dichiarazioni del sindaco Pierluigi Biondi che, poco prima dell’inizio della seduta, mentre riepilogava le cifre impegnate, tirava le orecchie alle opposizioni di oggi dicendo che «quando ci siamo insediati, ci siamo trovati davanti a progetti che in alcuni casi avevano addirittura ricevuto il no dei dirigenti scolastici. E se è pur vero che i progetti delle uniche due scuole ricostruite venivano dalle passate amministrazioni, siamo stati noi a dare nuovo impulso a quei progetti che si erano impantanati».
«Finalmente abbiamo una strategia compiuta», dice il sindaco. «Abbiamo riavviato il confronto con la comunità studentesca attraverso i dirigenti scolastici, tarato gli edifici secondo queste esigenze». Il frutto di questo lavoro sono progetti per «9 edifici scolastici per un totale di 30 milioni», dice Biondi, «e abbiamo ottenuto dal Cipess altri 33 milioni. Questi ulteriori cantieri sono pronti a partire». «Abbiamo ridato dignità a questo territorio». A sostegno di Biondi anche i capigruppo di maggioranza. Operazione verità: col centrodestra strategia chiara sulle scuole».
Di parere opposto le opposizioni, con la consigliera Giannangeli che, nel suo primo intervento, chiede «certezze». «Si parla di ricostruire le scuole a Collemaggio, in una zona priva di infrastrutture. Noi vogliamo chiarezza su questo, cronoprogrammi certi, non quelli visti finora. Chiedevamo un assessorato che si occupasse esclusivamente della scuola, non ci sembrava di chiedere cose impossibili, visto che stiamo parlando del presente e del futuro della nostra comunità». A essere “auditi” anche alcuni esponenti dei comitati che da anni si battono sul tema scuole. «Abbiamo visto piani già nel 2015, poi nel 2017 e nel 2018», incalza Silvia Frezza, del comitato “Oltre il Musp”. «Sono stati 14 anni di non ricostruzione scolastica. Tra l’altro, la ricostruzione delle uniche due scuole non ha permesso la chiusura di nessun Musp. La Mariele Ventre è stata costruita troppo piccola, perché quando è stata progettata non si conoscevano i flussi della popolazione nel dopo sisma. E allora accade che una classe è comunque finita in un Musp». «La prima volta che abbiamo iniziato a parlare di scuole sicure», continua Massimo Prosperococco, del comitato Scuole sicure, «mio figlio faceva le elementari. Oggi sta per laurearsi. Questo dato da solo dovrebbe far riflettere sui ritardi». Sui social Prosperococco ha parlato di «pesante attacco immotivato e offensivo del primo cittadino ai suoi cittadini presenti in aula e indirettamente a quelli fuori, alla società civile». «Una brutta giornata», afferma Stefania Pezzopane (Pd) consigliera di opposizione. «Una brutta pagina quella voluta dall’amministrazione Biondi. Noi come opposizione avevamo previsto una serie di incontri molto costruttivi. Non stavamo facendo polemiche. Avevamo anche detto che non avremmo insistito sull’assessorato unico per la scuola. Potevano mostrare coraggio, potevano votare no al nostro ordine del giorno. E invece hanno preferito far mancare il numero legale».