Scuole, Di Benedetto illustra la ricetta Le priorità di Biondi

Campagna elettorale agli sgoccioli per i due contendenti Ultime ore a caccia di voti da una parte all’altra del territorio
L’AQUILA. Ultimi sprazzi di campagna elettorale per i due candidati sindaci che continuano a “battere” il territorio a caccia dell’ultimo voto utile. Ed entrambi, ieri, si sono cimentati anche in due conferenze stampa. Di scuole sicure ha parlato Americo Di Benedetto mentre, sul fronte opposto, Pierluigi Biondi ha illustrato il programma, in caso di elezione, dei suoi primi cento giorni da sindaco.
«Standardizzare il processo di verifica della vulnerabilità sismica delle scuole e poi tenersi pronti con i Musp per sostituire quegli edifici che non dovessero superare la verifica della vulnerabilità». È il piano illustrato dal candidato sindaco del centrosinistra Americo Di Benedetto insieme all’ex preside e consigliere comunale Angelo Mancini e allo studente universitario William Giordano. «Dobbiamo assolutamente standardizzare il metodo di calcolo per la vulnerabilità sismica degli edifici scolastici», ha detto Di Benedetto, «per evitare equivoci e permettere a chi deve decidere di farlo con cognizione di causa. Il mio piano, in attesa dei dati definitivi sulla vulnerabilità sismica degli edifici scolastici ristrutturati dopo il sisma, è già pronto. Se lunedì sarò sindaco potremo partire subito con le cose da fare. Ci sono edifici che possono essere utilizzati e che hanno un indice di vulnerabilità sufficiente, l’ex Reiss Romoli è uno di questi. Ma soprattutto abbiamo dei Musp che si stanno liberando e che potranno essere utilissimi».
Scuole, università, Gran Sasso, riqualificazione urbana. Queste alcune delle priorità indicate dal candidato del centrodestra Pierluigi Biondi. «Priorità che, se sarò eletto, affronterò nei primi cento giorni di governo». E poi «la macchina amministrativa, l’inclusione, i servizi di prossimità e la ricostruzione». Il tutto senza dimenticare la questione delle tasse locali «che vanno ridotte aumentando la platea dei contribuenti». Per Biondi va anche rivisto il rapporto con le frazioni «oggi abbandonate, che dovranno avere a disposizione personale comunale formato e servizi di prossimità».
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