Scuole di specializzazione L’Ateneo ne riconquista tre

10 Luglio 2018

Il vicesindaco Liris: «Tornano Cardiologia, Neurologia e Pediatria, ora i posti» Cautela della rettrice Inverardi: «Per le assegnazioni occorre attendere ancora»

L’AQUILA. Tornano all’Università del capoluogo tre scuole di specializzazione di Medicina, soppresse lo scorso anno. Si tratta di Cardiologia, Neurologia e Pediatria, la cui cancellazione aveva sollevato un polverone di polemiche. A stabilirne la riapertura è stato l’Osservatorio nazionale della formazione medica specialistica, organo istituito dal ministero dell’Università e della ricerca, con la partecipazione di rappresentanti del mondo della medicina universitaria, con il compito, tra l’altro, di determinare e verificare i requisiti di idoneità della rete formativa e delle singole strutture che la compongono. Ieri, la buona notizia è stata data in anteprima dal vicesindaco, Guido Quintino Liris, medico, con un post su Facebook. Più cauta la rettrice, Paola Inverardi, che ha tenuto a precisare: «Si tratta di una notizia ufficiosa. Abbiamo saputo che le scuole di specializzazione sono state riaccreditate, ma per i posti che ci saranno assegnati dobbiamo aspettare la conferenza Stato-Regioni». Un passaggio che preoccupa lo stesso vicesindaco: «La battaglia non finisce qui: c’è da garantire per il futuro un adeguato numero di posti per la formazione». Sarà importante sapere, infatti, nei prossimi giorni, quanti posti saranno attivati per ognuna delle specializzazioni che sono state riaccreditate. «Verranno valutati i numeri a livello di contingenze regionali», spiega la rettrice. «Spero che la Regione Abruzzo proponga una ripartizione equa dei posti, comportandosi in modo lineare e rispettando le esigenze degli Atenei».
Per quanto riguarda il numero dei posti, insomma, l’Ateneo aquilano dovrà confrontarsi con quello di Chieti. Intanto, per il momento, in città si esulta per la buona notizia. «Non potevamo chiedere di più: a livello nazionale è stata riaccreditata una scuola di specializzazione su due», prosegue Inverardi, «mentre all’Aquila ne abbiamo ottenute due su due».
NEUROLOGIA. «Su Neurologia non c’è mai stato effettivamente un problema», spiega la rettrice, che già lo scorso anno aveva chiarito come il mancato accreditamento della scuola di specializzazione fosse dovuto a un errore materiale nella compilazione della rete formativa. Errore che è stato corretto quest’anno.
CARDIOLOGIA. La situazione di Cardiologia era già lo scorso anno più difficile, perché la scuola era convenzionata solo con una clinica privata. Un problema che è stato risolto: «Abbiamo fatto un’importante operazione con l’Asl», conferma la rettrice. «Abbiamo ottenuto un convenzionamento tramite un programma, che ci ha consentito di esibire una migliore rete formativa. Inoltre abbiamo anche effettuato il reclutamento di un nuovo cardiologo nel reparto biomedico».
PEDIATRIA. Questa scuola lo scorso anno era rientrata, tra le polemiche, in un accordo con l’Ateneo di Chieti. Un accordo di reciprocità, tra le due università che aveva salvato il maggior numero possibile di scuole di specializzazione di Medicina a livello regionale. Sono state accorpate, infatti, le sedi amministrative di ben 12 scuole: lasciando sei strutture centrali a Chieti e altrettante all’Aquila, ma dando la possibilità agli specializzandi di scegliere dove studiare in base alle esigenze. Un accordo ancora valido, a cui è stata però sottratta Pediatria, che lo scorso anno aveva sede amministrativa a Chieti, mentre quest’anno la avrà anche nel capoluogo. «Abbiamo lavorato molto sui parametri della rete formativa e siamo stati in grado di presentarci autonomamente», commenta soddisfatta la rettrice. «Un risultato molto importante».
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