Scuole, emergenza alle porte Dove sono i lavori promessi?

SULMONA. Mancano poco più di due settimana all’inizio del nuovo anno scolastico e la situazione di edifici e strutture di Sulmona è drammatica. Lavori che non partono o che non vengono portati avanti,...
SULMONA. Mancano poco più di due settimana all’inizio del nuovo anno scolastico e la situazione di edifici e strutture di Sulmona è drammatica. Lavori che non partono o che non vengono portati avanti, lasciando in piena emergenza quasi tutti i plessi scolastici cittadini. Problemi strutturali, logistici e non solo. A lanciare l’allarme è il responsabile del distretto scolastico Domenico Silvestri che, preoccupato dallo stallo in cui versano i lavori, denuncia la latitanza degli enti locali, Comune e Provincia in primis, che non starebbero facendo nulla per risolvere la situazione. “E’ vero, è emergenza scuola”, attacca Silvestri, "mai come quest’anno a due settimane dall’inizio delle lezioni i dirigenti scolastici sono travolti da un’emergenza logistica mai conosciuta finora, in qualità di commissario straordinario del Distretto scolastico numero 3 sento il dovere di sensibilizzare gli addetti ai lavori e le istituzioni, la società civile e quanti hanno a cuore gli interessi collettivi del nostro territorio. Tutte le scuole stanno subendo danni e disagi notevoli per l’assoluta precarietà che vivono giornalmente. Va bene parlare della buona scuola ma facciamo in modo che gli alunni del nostro territorio abbiano le loro sedi per esercitare bene il loro diritto all’istruzione». Chiaro il riferimento alla latitanza di Comune e Provincia, e in particolare del nuovo sindaco che dopo i roboanti annunci in campagna elettorale, i cospicui fondi a disposizione e l’avvio del piano d’intervento e in qualche caso l’apertura di cantieri, non ancora provvede a sistemare gli edifici scolastici. Il risultato è che tutti i plessi dell'istruzione sono nel disagio, dai bambini delle scuole dell’infanzia ai bambini delle scuole primarie e di primo grado, fino ai ragazzi delle scuole superiori. Per non parlare di segreterie, presidenze, palestre e archivi inesistenti. La “Serafini”, la “Masciangioli”, la “Di Stefano”, la “Ovidio” e le materne hanno bisogno di essere messe in sicurezza. Il caso più eclatante riguarda la Provincia ed è quello dell’istituto “De Nino”.(c.l.)
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