Scuole in sicurezza Dopo sette anni tanto lavoro da fare

Nel territorio comunale migliaia di giovani ancora nei musp Nei centri minori (cratere e fuori cratere) 15 cantieri conclusi
L’AQUILA. Il crollo della scuola di Amatrice ha riproposto in tutta la sua drammaticità la questione della sicurezza degli edifici scolastici. Nell’aprile del 2009 L’Aquila si ritrovò con tutte le scuole inagibili, in alcune c’erano stati crolli o danni importanti. La scossa, si disse, è avvenuta di notte, se si fosse verificata negli orari di lezione è meglio non pensare a quello che sarebbe potuto succedere. Ma da allora a oggi cosa è accaduto? Per quanto riguarda il Comune dell’Aquila (competente per istituti dell’infanzia, elementari e medie) si partì subito – attraverso il Provveditorato alle opere pubbliche – sulle strutture classificate B e C (danni non strutturali) che nel giro di due o tre mesi furono rese di nuovo agibili. Ma restavano fuori migliaia di alunni. Si decise di intervenire con i moduli ad uso scolastico provvisori (musp). Ne furono realizzati in tutto 32 (alcuni già pronti a settembre 2009 per l’avvio dell’anno, altri furono completati entro febbraio 2010). All’Aquila, dei 32, ne toccarono 22 per le scuole di competenza comunale, 3 furono costruiti per il Convitto nazionale, l’Itas, l’Ipsiasar e uno molto grande per il Conservatorio. Altri musp furono localizzati a Ovindoli, Rocca di Mezzo, Scoppito, Arsita (Teramo), Popoli, Montereale. Parte delle scuole superiori furono spostate in edifici più sicuri e in particolare nell’area di Acquasanta. Oggi le scuole comunali sono praticamente ancora tutte nei musp come pure il Convitto e l’Ipsiasar (le Superiori fanno riferimento alla Provincia). La ricostruzione delle scuole è un altro buco nero del post sisma dell’Aquila. Sono note le polemiche fra il sindaco Massimo Cialente e l’ex commissario Gianni Chiodi che inizialmente destinò all’Aquila solo una piccola parte dei fondi per la messa in sicurezza delle scuole. Ora i soldi stanno arrivando (in base a una stima solo per L’Aquila serviranno 100 milioni di euro di cui 70 sono stati assegnati) da diverse fonti di finanziamento. C’è poi l’idea sponsorizzata dal ministro Stefania Giannini che nel giugno 2015 a Roma davanti a Cialente e alla gran parte dei presidi aquilani parlò dell’idea di realizzare un vero e proprio campus nella ex caserma Rossi.
Anche in questo caso, al di là delle buone intenzioni, si è visto poco. C’è poi tutto il capitolo che riguarda i comuni minori (cratere e fuori cratere). L’ufficio speciale di Fossa sta portando avanti il piano denominato "Scuole d'Abruzzo-il Futuro in sicurezza" per, appunto, la messa in sicurezza del patrimonio danneggiato dal terremoto. Ci sono da spendere 226.421.450 euro stanziati dal Cipe.
Gli interventi previsti riguardano la riparazione, il miglioramento sismico e, in alcuni casi, la costruzione ex novo, coinvolgendo oltre 150 edifici, 4 province e 96 comuni, e quasi 30.000 studenti abruzzesi.
A oggi sono stati conclusi, fra le Province dell’Aquila, Chieti, Pescara e Teramo, 15 cantieri. A Rocca Di Mezzo il sindaco Mauro Di Ciccio ha chiesto all’università di ingegneria dell’Aquila uno studio che sarà preliminare alla messa in sicurezza della vecchia scuola (sgomberata nel 2009). L’importo previsto (per ora) è di due milioni e mezzo circa.
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