Scuole, l’allarme del comitato: «Serve tanta prevenzione»

25 Novembre 2023

L’AQUILA. «A 14 anni dal sisma del 2009 sono solo due le scuole ricostruite (Mariele Ventre e Arischia), circa tremila gli studenti (soprattutto tra i più piccoli) che frequentano le lezioni nei...

L’AQUILA. «A 14 anni dal sisma del 2009 sono solo due le scuole ricostruite (Mariele Ventre e Arischia), circa tremila gli studenti (soprattutto tra i più piccoli) che frequentano le lezioni nei moduli provvisori (Musp), pochissimi gli interventi per la messa in sicurezza non solo delle strutture esterne, ma soprattutto degli arredi interni». All’indomani delle due scosse di terremoto di mercoledì scorso, si riaccende la polemica sulla sicurezza delle scuole. Dopo l’intervento del Partito democratico dei giorni scorsi, torna all’attacco anche il comitato Scuole sicure, rappresentato da Massimo Prosperococco. «Sono stati spesi miliardi per la ricostruzione dell’Aquila, anche per questo la chiusura delle scuole di giovedì scorso lascia perplessi e pieni di dubbi», dice. «In una zona sismica, un evento di magnitudo 3,7 dovrebbe portare esclusivamente all’evacuazione e a un rientro dopo qualche ora, se questo non accade e le scuole vengono chiuse, il segnale che arriva è di insicurezza». Un sentimento causato da una scarsa prevenzione, secondo Prosperococco. «La prevenzione non riguarda solo gli indici delle strutture: dentro un’aula ogni lampada dovrebbe avere un cordino di sicurezza, gli armadi dovrebbero essere fissati al muro, le lavagne montate in modo da non cadere. Non devono cadere pareti divisore e intonaci. Se cosi non è, allora è giusto chiudere le scuole anche per scosse più basse per effettuare verifiche approfondite». Il comitato sottolinea poi la scelta di non ricostruire gli edifici scolastici, nonostante alcuni interventi siano stati eseguiti e i fondi non siano mai mancati. «Oggi purtroppo nonostante sia stato avviato un piano importante di ricostruzione delle scuole, a 14 anni dal sisma in città sono state ricostruite soltanto due scuole e una grande parte degli alunni è all’interno dei Musp», continua il rappresentante, «strutture provvisorie costruite per durare cinque anni, come disse Fabrizio Curcio durate un incontro a Palazzo Chigi con i comitati». Prosperococco, inoltre, ricorda le criticità della viabilità nel polo scolastico più grande della città, quello di Colle Sapone. «Cosa sarebbe successo se le scosse fossero avvenute nella mattinata durante l’orario di lezione? Una montagna di auto di genitori preoccupati si sarebbe riversata in quell’area e se ci fosse stata una vera emergenza i mezzi di soccorso sarebbero rimasti bloccati». Anche sugli indici di vulnerabilità sismica il Comitato ha molte riserve: «Spesso è difficile trovarli anche sui siti istituzionali», attacca. «Notiamo con amarezza che dopo tanti passi fatti avanti, il processo psichico di rimozione ci ha ributtati indietro, a prima del 2009».
©RIPRODUZIONE RISERVATA