Scuole, la ricostruzione è al palo E i genitori scendono in piazza

3 Febbraio 2023

La ribellione parte da Sassa: «Stanchi di vedere da 14 anni i nostri figli in edifici non idonei come i Musp» E l’iniziativa rischia di allargarsi: «Invitiamo le mamme e i papà insieme agli studenti della nostra città» 

L’AQUILA. La protesta parte da Sassa. A scendere in piazza saranno i genitori stanchi di vedere i propri figli studiare nelle scuole provvisorie fatte di lamiere, i Musp. Si sono dati appuntamento l’11 febbraio alle 11 davanti alla sede comunale di palazzo Fibbioni con lo slogan “Scuola ora, scuola vera”. Ma la protesta rischia di allargarsi a tutta L’Aquila: «L’invito è esteso a tutte le mamme e a tutti i papà che non vogliono più vedere i propri figli frequentare edifici non idonei all’attività scolastica quotidiana, spesso in strutture pensate per l’emergenza che oggi sono segnate dall’usura, prive di spazi mensa, biblioteche, aule adeguate al numero di iscritti. A tutte le mamme e a tutti i papà che non si rassegnano all’idea che non sia stato ancora definito un piano di ricostruzione dell’edilizia scolastica. A tutti i cittadini convinti che una ricostruzione non può dirsi tale se lascia indietro le scuole», scrivono i genitori di Sassa. Sono decine quelli già in prima linea, tra loro anche la presidente del Consiglio d’istituto del Rodari, Chiara Pupi. Altri se ne aggiungeranno nei prossimi giorni. Solo nella frazione sono centinaia gli alunni – dalla materna alla media – che vivono i disagi dei Musp, circa quattromila in tutta la città.
LO STATO DELLA RICOSTRUZIONE
Non è la prima volta che protestano i genitori di Sassa. E non è un caso che tornino a farlo proprio loro. Il nuovo polo scolastico della frazione aquilana è infatti tra quelli per cui la realizzazione sembra ancora solo un miraggio. «Mancano 35 milioni di euro per l’edilizia scolastica che abbiamo richiesto già al Cipess», diceva pubblicamente il sindaco Pierluigi Biondi solo due settimane fa, aggiungendo: «Nel nostro piano rimangono difficoltà in particolare su cinque strutture: sulla scuola primaria e dell’infanzia Giovanni XXIII, di cui la stazione appaltante è il Provveditorato alle opere pubbliche, sulla scuola media Dante Alighieri di Paganica, sulla elementare di Pianola, sul polo scolastico di Sassa e su quello che sarà ospitato nell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio, a servizio del centro storico». Il primo cittadino aggiungeva però: «Per tutti gli altri edifici, di cui due già ricostruiti – cioè le scuole dell’infanzia e primaria di Arischia e primaria di Pettino – i lavori sono in corso o appaltati. Si tratta dei poli scolastici San Sisto-Santa Barbara e Torretta-Gignano-Sant’Elia per cui i lavori sono in corso, così come quelli del primo lotto della scuola materna del polo scolastico Pettino-Vetoio e della scuola primaria e dell’infanzia di Bagno Grande. Per la ricostruzione della scuola primaria Celestino V è in corso la validazione del progetto esecutivo, per la scuola dell’infanzia San Giovanni Bosco e per la secondaria Giuseppe Mazzini i lavori sono stati appaltati (di quest’ultima la stazione appaltante è il Provveditorato alle opere pubbliche)».
LA PROTESTA DEI GENITORI
«A 14 anni dal terremoto la maggior parte delle scuole della nostra città si trova ancora in quelle che dovevano essere strutture provvisorie e i disagi da affrontare, soprattutto nei mesi invernali, sono sistematici e continui: riscaldamenti non accesi per tempo, pessima coordinazione dei servizi scolastici come mensa, trasporto e pre-scuola, piazzali ghiacciati dentro e fuori le aree di pertinenza con conseguenti incidenti», scrivono i genitori di Sassa, continuando: «Siamo stanchi di vivere in una città che, giorno dopo giorno, vede risplendere antichi palazzi e aprire nuovi locali nel suo centro storico ma che non ha asili nidi e scuole adeguati e subisce una totale non curanza in particolar modo nell’immediata periferia e nelle frazioni, luoghi in cui gli edifici scolastici sono concentrati. Vogliamo mostrare all’amministrazione comunale che i genitori della città hanno una voce».
L’ALLARME PER SETTEMBRE
Ma accanto al grande tema della ricostruzione a rilento, c’è anche un problema impellente. «Questa iniziativa, per noi genitori di Sassa, sarà anche l’occasione per rilanciare la richiesta (già avanzata, ma che verrà ridiscussa) del necessario ampliamento delle strutture delle nostre scuole a partire del prossimo anno scolastico», spiegano ancora i genitori degli alunni della frazione aquilana, continuando: «Nella nostra zona la popolazione è in crescita, e i Musp che abbiamo non sono più sufficienti: vogliamo una nuova scuola e, nel frattempo, delle strutture adeguate alle esigenze delle nostre figlie e figli».
©RIPRODUZIONE RISERVATA