Scuole, mense a novembre per placare la rivolta

17 Ottobre 2018

Confermata l’attivazione del servizio, le polemiche dei genitori proseguono Di Loreto: stiamo accelerando, tanti disagi arrecati alle famiglie

SULMONA. Scatta il conto alla rovescia per l’avvio del servizio mensa annunciato per i primi di novembre. Sono, infatti, partiti i lavori nelle scuole interessate, una decina in tutto, che riguardano in particolare gli ambienti che dovranno essere divisi tra locali di preparazione e sporzionamento cibi e sale dove farli consumare agli alunni.
Proprio ieri l’assessore Anna Rita Di Loreto ha ricevuto il report dagli uffici comunali. «Partiremo con le mense come annunciato», conferma, «i lavori procedono e riguardano la parte strutturale degli interventi, per il resto abbiamo dato disposizione di acquistare i lavandini che faranno da arredi fissi». Dunque, al prossimo consiglio comunale si discuterà proprio questo emendamento da circa 8mila euro per gli arredi fissi, che competono al Comune, mentre per quelli mobili sarà competenza della Vivenda che si è aggiudicata l’appalto per tre mesi, fino a fine anno. Ora ridotti a due a causa della partenza posticipata e del salto di ottobre. Uno stop che ha creato non pochi disagi e problemi alle famiglie sulmonesi, alle prese con menù imposti dalle scuole e prescrizioni da caserma.
Come quella della Lola Di Stefano sulla necessità di portare solo panini in classe e non frutta e verdura o quella della Lombardo Radice (circolo Mazzini-Capograssi) di imporre ai bambini di non scambiare il cibo coi loro compagni. Un’odissea per le famiglie che ha spinto la scorsa settimana proprio i genitori della Lombardo Radice a riportare i figli a casa per protesta facendogli saltare per un giorno il rientro pomeridiano obbligatorio. Restano in apprensione anche i dieci lavoratori del servizio mensa, passati da un appalto all’altro, con la Coselp, che ha avuto l’appalto fino a giugno, che ha garantito loro la mensilità di ottobre ricorrendo agli ammortizzatori sociali.
E sono sul piede di guerra i sindacati che hanno incontrato già diverse volta l’assessore e che hanno promosso l’accordo tra le sue cooperative per garantire gli stipendi ai lavoratori. «Conosciamo bene i disagi che abbiamo arrecato alle famiglie», aggiunge Di Loreto. «Per questo stiamo facendo il possibile per partire al più presto».
Sono troppe, dunque, le persone che attendono l’avvio del servizio e un nuovo rinvio potrebbe provocare una vera e propria rivolta in città.
©RIPRODUZIONE RISERVATA