Scuole, mobilitazione contro i trasferimenti

10 Gennaio 2020

Assemblea dei sindacati sui criteri previsti dal recente piano di dimensionamento Gli obiettivi: «Tutelare i diritti acquisiti dai docenti e la continuità didattica» 

L’AQUILA. Continua lo stato di mobilitazione degli insegnanti delle scuole medie dell’Aquila contrari alla graduatoria comunale prevista dal nuovo piano di dimensionamento. Ieri mattina, al “d’Aosta”, si è tenuta un’assemblea sindacale convocata dalla Cgil alla quale ha partecipato anche Americo Campanari della Flc nazionale. Tutto ruota, ha spiegato Campanari, intorno all’interpretazione dell’articolo 18, punto C, del nuovo contratto nazionale integrativo riguardante la mobilità del personale docente, educativo e Ata. Il comma in questione prevede che, in caso di dimensionamento di istituti nella scuola secondaria di I e II livello, «i docenti titolari della scuola soppressa ottengono la titolarità nei nuovi istituti secondo le seguenti modalità: l’ufficio scolastico territorialmente competente, prima delle operazioni di mobilità, sulla base di un’unica graduatoria per singola classe di concorso o posto comprendente tutti i docenti titolari delle istituzioni scolastiche o sezioni staccate coinvolte nel provvedimento di dimensionamento, individua i docenti soprannumerari in rapporto ai posti complessivi derivanti dalla somma degli organici delle istituzioni scolastiche coinvolte. I docenti provenienti dalla scuola o dalle scuole di cui è cessato il funzionamento, non individuati come perdenti posto, verranno assegnati sui posti disponibili nelle istituzioni risultanti dal dimensionamento in ordine di graduatoria ed in base alla preferenza espressa. I docenti delle istituzioni non soppresse individuati come soprannumerari e gli ex titolari della scuola soppressa individuati come soprannumerari usufruiscono della precedenza per il rientro, in fase di mobilità, in una delle scuole oggetto del dimensionamento».
Finora l’Ufficio scolastico, dove dopo l’assemblea si è svolto un nuovo incontro tra il responsabile, Massimiliano Nardocci e i sindacati (Cgil, Uil, Gilda e Snals, assente la Cisl), ha operato per attuare la graduatoria unica comunale, che è ciò che molti docenti vogliono evitare perché li esporrebbe al rischio di essere “scalzati” da altri insegnanti con punteggi più alti dagli istituti nei quali sono titolari di cattedra e prestano servizio da molti anni. «Non si tratta solo di difendere dei diritti acquisiti», è il loro ragionamento, «ma di tutelare anche i nostri alunni garantendo loro la continuità didattica». D’altro canto, c’è anche il fronte degli insegnanti che invece la graduatoria comunale la accoglierebbero di buon grado, magari perché fino a oggi hanno insegnato in istituti periferici e desiderano trasferirsi in altre scuole. Il braccio di ferro continuerà nei prossimi giorni. Il fronte del no si è detto pronto a far partire i ricorsi e ad andare avanti con la mobilitazione.
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