Scuole nei Musp, l’opposizione si mobilita

28 Marzo 2023

Chiesto un consiglio comunale pubblico. Sotto accusa il no al ritorno degli studenti in centro storico

L’AQUILA. Un ordine del giorno sullo stato della ricostruzione delle scuole, con richiesta di un consiglio comunale aperto per porre al centro dell’attenzione il tema fondamentale del diritto ad avere scuole adeguate. L’iniziativa, firmata dai consiglieri comunali di opposizione, è stata presentata ieri mattina nella sala Cicerone di Villa Gioia da Simona Giannangeli, Stefania Pezzopane, Massimo Scimia, Elia Serpetti e dal nuovo entrato in consiglio comunale Gianni Padovani. La richiesta è stata firmata anche da Enrico Verini, Emanuela Iorio, Alessandro Tomassoni, Lorenzo Rotellini e Paolo Romano. «L’amministrazione Biondi», hanno spiegato i promotori dell’ordine del giorno, «ha cavalcato questo tema, lasciandolo però senza alcuna soluzione. Mentre si continua ad andare a scuola nei Musp, il sindaco Pierluigi Biondi ha annunciato che le scuole non torneranno in centro storico. E questo è un fatto gravissimo, perché assesta un altro colpo mortale alla possibilità di ricostruire il tessuto sociale».
Per questo i promotori chiedono con forza «una discussione pubblica in consiglio comunale, per creare un momento di ascolto con dirigenti scolastici, comitati cittadini, rappresentanze sindacali e movimenti studenteschi», queste le parole di Simona Giannangeli, prima firmataria dell’ordine del giorno depositato. Pezzopane ha ricordato che «la ricostruzione delle scuole per noi è una priorità. In questi anni con i governi di centrosinistra e con il mio lavoro parlamentare abbiamo fornito risorse abbondanti purtroppo non spese e tutte le deroghe necessarie a semplificare le procedure, ma l’amministrazione è stata ferma, senza una visione strategica. È andata e continua ad andare a tentoni, annullando le decisioni precedenti e faticando a prenderne di nuove, tra l’altro nel chiuso delle stanze. Assurdo pensare che l’area del centro storico non debba vedere scuole ricostruite. Sconcertante ragionare su un polo a Collemaggio in un’area da svincolare, su cui trovare risorse, da progettare. Se i tempi sono quelli del ponte o di palazzo Margherita, i nostri figli continueranno ad andare nei Musp per anni. Le nostre parole d’ordine? Concretezza, visione strategica, partecipazione. E magari un assessorato al diritto allo studio che unisca le varie competenze oggi frantumate in 4 settori diversi». Il consigliere Scimia ha aggiunto che «il tema scuola in questi anni sembra anestetizzato», mentre per Padovani la ricostruzione degli edifici scolastici potrebbe alleviare anche i problemi che assillano lo sport con la carenza di palestre. Serpetti infine ha lanciato una domanda: «Perché un ex residente dovrebbe rientrare? La realtà è che il centro storico è senza servizi e ora, per scelta della giunta, anche senza scuole». (r.p.)
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