Scuole sicure, grido d’allarme dei presidi

Appello al governo: troppi gli edifici privi di manutenzione e non adeguati alla normativa antisismica
L’AQUILA. Mentre all’Aquila esplode il problema della sicurezza scolastica, a seguito delle vicende giudiziarie che hanno coinvolto il liceo Cotugno, a livello nazionale le cose sembrano non andare meglio. L’associazione nazionale dei dirigenti scolastici e alte professionalità pubbliche (Anp), infatti, nei giorni scorsi ha lanciato un grido d’allarme sullo stato della scuole rivolgendo un appello al ministro Marco Bussetti e al vicepremier Matteo Salvini. La lettera sottolinea come il problema della sicurezza nelle scuole sia di estrema gravità. «Riguarda otto milioni di studenti, per lo più minori, circa un milione di lavoratori e non può essere risolto riferendosi a controlli su presunte inadempienze dei dirigenti scolastici», spiegano. «Le soluzioni delle problematiche relative alla messa in sicurezza degli edifici scolastici non sono più rinviabili: una media di 44 crolli all’anno, una scuola su 4 con manutenzione inadeguata e solo il 3% in ottimo stato di manutenzione. Non dobbiamo attendere una tragedia per renderci conto dell’urgenza della questione. Il 23% delle scuole presenta una manutenzione del tutto inadeguata. La media nazionale di investimento in manutenzione straordinaria annua per singolo edificio degli ultimi 5 anni è di 20.535 euro. Oltre il 41% delle scuole si trova in zona sismica 1 e 2 e solo il 12,3% di quelle presenti in queste aree risulta adeguata alla normativa tecnica di costruzione antisismica. La metà delle scuole non ha mai ricevuto dall’ente proprietario il certificato di idoneità statica, di collaudo statico, di agibilità e di prevenzione incendi. Gli impianti elettrici sono a norma in meno di un’aula su quattro e soltanto nel 15% delle palestre e nel 9% delle mense. Nel 18% delle scuole a più piani, non sono presenti scale di sicurezza, né vi sono uscite di sicurezza sui corridoi». Una situazione drammatica che sembra non discostarsi molto da quella aquilana. (m.c.)
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