Scuole tra ansia e timori per la ripresa «Rischio nuovi stop»

24 Aprile 2021

Di Cesare (Gilda): «Un azzardo con oltre il 50% in presenza» Il nodo dei trasporti sui pullman e gli affollamenti esterni

L’AQUILA. «Riaprire le scuole con oltre il 50% di alunni in presenza è un azzardo». A lanciare l’allarme è il rappresentante sindacale della Gilda degli insegnanti, Claudio Di Cesare, che ha partecipato in Prefettura a un tavolo interistituzionale con le altre sigle sindacali, l’ufficio scolastico regionale, i rappresentanti di genitori e alunni. Un incontro che si è reso necessario all’indomani dell’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del nuovo decreto Covid che indica il ritorno in presenza degli studenti delle superiori nelle zone gialle e arancioni dal 60 al 100% mentre in zona rossa fino al 75%.
«L’ufficio scolastico regionale inviterà tutte le scuole a riaprire al 75% la didattica in presenza», spiega Di Cesare. «Questa percentuale è stata scelta perché già era stata sperimentata a dicembre e le scuole potrebbero essere in tal senso facilitate nella realizzazione degli orari. Si farà eccezione per le scuole che hanno difficoltà di edilizia scolastica, come il Cotugno. In questi casi, infatti, sarà possibile avere una deroga». Il nodo della questione, secondo il sindacalista, tuttavia, è rappresentato dai trasporti pubblici. «La stessa Regione ha detto che gli autobus continueranno ad avere una capienza del 50%, rispetto a quanto stabilito dal libretto di circolazione», spiega. «Questo vuol dire che non cambierà nulla rispetto ad adesso, nonostante i ragazzi che andranno a scuola saranno di più. Tra l’altro la capienza prevista dal libretto di circolazione non considera solo i posti a sedere, ma anche quelli in piedi. C’è il rischio che i mezzi siano piuttosto pieni e diventino un luogo di circolazione del virus. Questo è il vero tallone d’Achille».
Di Cesare ricorda, inoltre, che è difficile controllare il comportamento degli alunni all’esterno dei plessi. «È normale che si formino capannelli di persone, che in questo momento storico diventano particolarmente pericolosi», dice. «Tutti siamo per la ripresa della didattica in presenza, ma in sicurezza. Questa allo stato attuale non c’è. Non abbiamo mai avuto i dati sulle infezioni che si sono sviluppate a scuola. Gli organici non hanno subìto modifiche rispetto agli ultimi anni: non è mai stato risolto il problema delle classi pollaio. Gli alunni non sono vaccinati, i docenti solo in parte hanno ricevuto la prima dose. Riteniamo che questa riapertura sia un azzardo». I rappresentanti della Regione hanno anche assicurato che dal primo maggio, grazie a una convenzione con le farmacie, tutta la popolazione studentesca potrà fare test antigenici rapidi gratuiti. «Questo sarebbe un risultato importante», commenta il sindacalista, «ma purtroppo non basta. La paura di tutti è che tra 15 giorni sia necessario tornare a chiudere le scuole e la preoccupazione non è minore per il prossimo anno. Nonostante gli ingenti investimenti, la sicurezza a livello sanitario a scuola non è cambiata».