Scurcola Marsicana ricorda l’eccidio del 1861

La nostra storia. Furono 89 le persone fucilate, 277 quelle fatte prigioniere dai piemontesi e sparite
SCURCOLA MARSICANA. Scurcola commemora oggi le 89 vittime della strage compiuta il 23 gennaio 1861 dalle truppe piemontesi al comando del colonnello Pietro Paolo Quintini. La cerimonia è stata organizzata dall’amministrazione, retta dal sindaco Nicola De Simone, dall’associazione Alta Terra del lavoro e dalla Confraternita del Suffragio. Alle 11, nella chiesa delle Anime Sante, viene celebrata una messa, officiata da don Nunzio D’Orazio. Alle 17.39, nella sala della Confraternita, un convegno, in cui lo storico Giuseppe Morzilli ricostruirà il tragico evento.
MARSICA FILOBORBONICA
L’episodio va inquadrato nel contesto degli avvenimenti seguiti alla sconfitta dei Borboni da parte di Garibaldi e l’annessione del Regno delle Due Sicilie e del Centro Italia, facente parte dello Stato pontificio, al Piemonte. Annessione sancita da un Plebiscito tenutosi il 21 ottobre 1960 e al quale la Marsica non ha partecipato, in quanto tornata sotto i Borboni. Il merito va ascritto a un colonnello prussiano, che aveva combattuto contro Napoleone, Klitsche De La Grange, al quale Francesco II aveva affidato il comando del suo esercito per contrastare l’avanzata in Abruzzo dei garibaldini, e a un avvocato originario di Tagliacozzo, Giacomo Giorgi. La sconfitta dei garibaldini in Valle Roveto nei primi giorni di ottobre 1860 e l’abbandono l’11 ottobre degli stessi di Avezzano per portarsi a Sulmona, dopo aver sedato la sommossa di Tagliacozzo, lasciarono campo libero ai filoborbonici in tutta la Marsica. Giorgi, che il 15 ottobre faceva il suo ingresso nel capoluogo accolto dalla folla festante, veniva nominato da De La Grange sottoprefetto del distretto di Avezzano.
ARRIVANO I PIEMONTESI
Intanto le truppe borboniche, dopo la sconfitta il 20 ottobre del Macerone – un valico tra l’Abruzzo e il Molise – da parte dell’Esercito piemontese, al comando del generale Cialdini, cominciarono a ripiegare. Il 20 novembre arrivarono le prime truppe piemontesi. Francesco II però non demorde. Per riconquistate gli Abruzzi affida il comando delle operazioni a un suo fedelissimo, il capitano Francesco Saverio Luverà, un leccese che l’aveva seguito a Gaeta. Il 13 gennaio 1961 Luverà a capo di una quarantina di soldati borbonici, insieme a Giorgi attaccò il contingente piemontese, di stanza a Tagliacozzo, costringendo a ritirarsi ad Avezzano.
L’ECCIDIO DI SCURCOLA
Il 22 gennaio Luverà decise di fare il bis con i piemontese di Scurcola, affidandone il comando a Giorgi. Le sorti sembravano volgere a favore dei lealisti, ma accorsero rinforzi da Magliano e Avezzano e l’attacco fallì. Giorgi con alcuni dei suoi riuscì a fuggire. Tanti però, anche tra i cittadini, quasi tutti contadini, che si erano schierati con le truppe borboniche si nascosero. Il giorno dopo vi fu una retata, con 89 esecuzioni sommarie e 277 arresti. Che fine questi abbiano fatto non si sa.

