Se ne va Verna, principe del teatro dialettale

AVEZZANO. Era sempre il primo ad arrivare sulla scena e l’ultimo ad andare via. Costruiva le scene e poi le assemblava per fare in modo che la commedia avesse la giusta ambientazione. Un infarto lo...
AVEZZANO. Era sempre il primo ad arrivare sulla scena e l’ultimo ad andare via. Costruiva le scene e poi le assemblava per fare in modo che la commedia avesse la giusta ambientazione.
Un infarto lo ha colto mentre era tra le mura domestiche, circondato dall’affetto della sua famiglia.
Se n’è andato così Alfredo Verna, 67 anni, fondatore della compagnia teatrale “Tre conche”. Pittore in pensione, aveva due grandi passioni: i suoi nipotini e il teatro. Da quando negli anni ’90 aveva dato vita al gruppo teatrale dialettale non aveva mai smesso di dare il suo contributo sia nell’allestimento delle scene, sia nella recitazione.
Era salito l’ultima volta sul palco solo qualche settimana fa al teatro dei Marsi per interpretare Fra Nunzio, portiere del convento, in “La guerra è guerra”.
In platea ad applaudirlo c’erano come sempre la moglie Barbara, i figli Fabrizio, Federica ed Emanuela. Nonostante soffrisse da tempo di problemi cardiaci non voleva abbandonare mai la scena. Anzi, era lui che ne curava i particolari raccogliendo poi con soddisfazione i complimenti dei colleghi della compagnia e del pubblico.
«Siamo stati insieme sui palcoscenici di tutta la Marsica per 14 anni», hanno raccontato alcuni componenti della compagnia teatrale e il presidente onorario Giancarlo Cipollone, «per noi la notizia della sua morte è stato un grandissimo dolore. Non sarà più nulla come prima». Commosso anche il commento di Renzo Leonio.
«Riposa in pace amico di tante battaglie», ha scritto nel gruppo Facebook dedicato alla compagnia teatrale, «sicuramente lassù c’è qualcuno che apprezzerà le tue storie “le Rise”, “la frittata”, “je ciambellotto”, “la gita a Capri”, bei momenti, belle e grosse risate. È così che voglio ricordarti, col tuo sorriso giocoso di persona semplice e buona, quel sorriso che nel ricordo di te, mi porterò nel cuore per sempre».
«Come in occasione di ogni rappresentazione teatrale», scrive ancora, «hai scelto di uscire di scena in silenzio, in semplicità, quella semplicità che ti ha sempre contraddistinto nella vita di tutti i giorni. Ora, il tuo sipario si è chiuso in un’atmosfera di tristezza profonda lasciando i tuoi cari nello sconforto. Tu sei e sarai sempre uno di noi, uno di Tre Conche». I funerali si terranno questo pomeriggio alle 15 nella chiesa della Madonna del Passo. (e.b.)

