Sede Polfer “Mo’ bast” chiede certezze

22 Febbraio 2017

SULMONA. La richiesta di una proroga di un anno alla chiusura della Polfer non basta al coordinamento “Mo’ bast”. Secondo gli attivisti del gruppo, infatti, il servizio va garantito senza dover...

SULMONA. La richiesta di una proroga di un anno alla chiusura della Polfer non basta al coordinamento “Mo’ bast”. Secondo gli attivisti del gruppo, infatti, il servizio va garantito senza dover ricorrere a eventuali deroghe a chiusure. «Non vogliamo più essere la città delle proroghe su ogni servizio, ma vogliamo certezze, soluzioni, sul mantenimento della sede Polfer, così come sugli altri presidi di sicurezza e di legalità», interviene Domenico Capaldo. «La maggioranza che amministra e che decide, a tutti i livelli, non può parlare più di proroghe, ma deve assumere decisioni responsabili. Altrimenti non si capisce cosa stia lì a fare. C’è una questione di diritti che vanno riaffermati, finora lesi per il nostro territorio, siamo cittadini di questo Stato e come altri chiediamo efficienza, servizi per la sicurezza dei cittadini, modernità nei collegamenti con la costa, con il capoluogo, con Roma, per dare soluzione alle esigenze di tanti pendolari e studenti». Da qui un appello alla giunta regionale, affinché si esprima sulla decisione del ministero dell’Interno di chiudere la polizia ferroviaria alla stazione sulmonese.

«Vorremmo una scelta chiara da parte della giunta regionale che, invece, con la decisione di investire ben 11 milioni di euro per la costruzione della bretella di Pratola», aggiunge Capaldo, «vuole escludere la stazione di Sulmona come punto di transito, impoverendo in tal modo anche i servizi annessi, Polfer compresa». (f.p.)

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