Sede unica del Comune, pioggia di no

4 Febbraio 2017

Costruttori e commercianti: Di Stefano sbaglia, è prioritario riportare in centro gli uffici pubblici

L’AQUILA. Le categorie produttive dicono “no” alla realizzazione di una sede unica degli uffici comunali nella zona di Pile. A scendere in campo sono Confcommercio e Ance, che chiedono il blocco del concorso internazionale di progettazione, annunciato dall’assessore alla ricostruzione, Pietro Di Stefano. Per costruttori e commercianti «è prioritario riportare in centro gli uffici pubblici, a partire da quelli comunali, anche alla luce del bando “Fare centro”, che stanzia 250 milioni di euro in favore dei negozi pronti a riaprire dentro le mura storiche». L’annuncio di Di Stefano, che ha ribadito la volontà dell’amministrazione di realizzare la sede unica comunale a Pile, ha sollevato una ridda di polemiche. «Lo Stato ha individuato una precisa strategia per rivitalizzare i centri storici dei comuni colpiti dal sisma del 2009, impegnando nell’operazione “Fare centro” oltre 250 milioni di euro», dice Celso Cioni, direttore della Confcommercio, «nel 2010, come associazione di categoria, abbiamo effettuato 650 rilevamenti dei danni subiti dalle attività produttive presenti nel centro storico. Stiamo lavorando ad un’indagine conoscitiva con 2mila interviste ad altrettanti commercianti del cratere, per guidare e accompagnare il rientro nelle aree centrali. E il Comune dell’Aquila cosa fa? Delocalizza gli uffici, spostandoli in periferia. Il riposizionamento degli attrattori pubblici, a partire dagli uffici comunali, è fondamnetale. Altrimenti qualsiasi investimento sarà vano».

A chiedere il coinvolgimento delle categorie produttive nelle scelte strategiche per il futuro assetto della città è il presidente dell’Ance, Ettore Barattelli. «La rinascita del centro storico», dichiara Barattelli, «è una missione a cui deve credere tutta la città. È fondamentale riportare le sedi istituzionali e gli uffici in centro per dare man forte a quanti stanno rischiando in proprio per far ripartire l’economia e la vita sociale. L’idea di accorpare tutti gli uffici in un’unica sede è positiva, ma localizzare questa struttura fuori le mura contraddice un altro principio cardine funzionale alla rinascita, quello di riportare vitalità nel cuore dell’Aquila. Le sedi pubbliche possano svolgere l’importante ruolo di attrattori di flussi. Auspichiamo un confronto immediato con il Comune su questi temi».

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