Sede unica del Comune: sarà battaglia in consiglio

13 Novembre 2022

L’AQUILA. Ci sarà una vera e propria battaglia in consiglio comunale. Su un fronte l’amministrazione, con l’idea della sede diffusa del Comune, e l’opposizione, con il vecchio progetto della sede...

L’AQUILA. Ci sarà una vera e propria battaglia in consiglio comunale. Su un fronte l’amministrazione, con l’idea della sede diffusa del Comune, e l’opposizione, con il vecchio progetto della sede unica. A portare lo scontro in consiglio è un’interrogazione dei consiglieri Stefania Pezzopane, Enrico Verini, Paolo Romano, Lorenzo Rotellini e Simona Giannangeli.
«Gli uffici comunali hanno un’importanza primaria per i cittadini per tutti i servizi erogati», spiega Pezzopane, ripercorrendo le tappe del progetto dell’amministrazione Cialente per la sede unica: «Nel Piano di ricostruzione c’era l’individuazione del polo amministrativo dove già insistevano tribunale, Corte d’Appello nell’ex stazione L’Aquila-Capitignano, uffici finanziari e del segretariato regionale beni culturali. Per questo venne individuata l’area dell’autoparco, di proprietà comunale. Progetto poi rafforzato dalla vicinanza della stazione ferroviaria e dagli investimenti per le fermate intermedie: una sorta di metropolitana di superficie. Vi era inoltre la possibilità di realizzare un grande parcheggio multipiano nell’ex mercato ortofrutticolo. A Palazzo Margherita restavano gli uffici istituzionali e gli uffici della Cultura. Nel 2012 il Cipe, riconoscendo la fondatezza del ragionamento, assegnava al Comune 35 milioni per la realizzazione della sede unica. Poi sono stati fatti tutti i passaggi necessari: verifiche, relazioni geologica e sismica, la sottoscrizione di un protocollo con gli ordini per la commissione giudicatrice nel concorso per il progetto. Nel 2017 venne anche consegnato il documento commissionato all’Università dell’Aquila sulla fattibilità idrologico-idraulica».
Quindi la novità: «In commissione, il 27 ottobre scorso, il vicesindaco Raffaele Daniele ha affermato che “la sede unica non è obiettivo di quest’amministrazione” e ha aggiunto che l’amministrazione “punta a una sede diffusa”. Nella stessa riunione abbiamo appreso che 2 milioni necessari per lo stralcio della torre civica dall’appalto per Palazzo Margherita, sono stati richiesti dal fondo assegnato dal Cipe nel 2012 per la sede unica comunale. Tutto questo mentre numerosi uffici del Comune continuano a rimanere in sedi disorganiche e di proprietà privata con oneri e fitti passivi a carico delle finanze pubbliche».
Quindi l’interrogazione consiliare: «Al sindaco e all’assessore competente si chiede: con quale atto è stato annullato l’iter per la realizzazione della sede unica; cosa s’intenda per “sede diffusa”; se esiste un progetto definito di ripartizione di settori; quale sia il piano per eliminare i fitti passivi e a quanto ammontano; a carico di chi è la spesa per le sedi di via Avezzano, via Roma, via XX Aprile e via Aldo Moro, via Ulisse Nurzia e Palazzo Fibbioni; quale sia lo stato della ricostruzione pubblica degli immobili destinati alla “sede diffusa”; in quali tempi s’intende realizzare la “sede diffusa” e se è prevista la realizzazione di parcheggi; con quale atto è stata chiesta e ottenuta la rimodulazione dei fondi Cipe; se ci sono stati altri storni dalla provvista per la sede unica e, se sì, a quali opere sono stati assegnati».