Seggi nelle scuole, impraticabili altre ipotesi

Soluzione allo studio del governo: in città 34mila aventi diritto al voto, mancano spazi alternativi
AVEZZANO. Urne elettorali in sedi diverse dagli edifici scolastici, la cui riapertura è fissata per il prossimo 14 settembre, ovvero una settimana prima delle elezioni? È quanto prevede una risoluzione di maggioranza depositata in Senato dopo le comunicazioni del premier Giuseppe Conte. Un testo che impegna anche il governo a non svolgere l’election day nelle scuole e «a individuare gli spazi più adatti ad accogliere le operazioni di celebrazione della tornata elettorale e referendaria dei prossimi 20-21 settembre, preferendo la scelta di non svolgere dette procedure all’interno degli edifici scolastici».
Un paletto che ad Avezzano, dove sono poco più di 34mila gli aventi diritto al voto, risulta impraticabile, non essendoci caserme disponibili, né grandi strutture, fatta eccezione per l’Interporto (ma è di proprietà della Regione). E anche la strada delle vecchie scuole dismesse di via Cupello, l’elementare Pomilio di via Sabotino, l’ex sede della facoltà di Giurisprudenza di via Napoli, per esempio, risulta impraticabile. «Le scuole dismesse», spiega il dirigente Claudio Paciotti, interpellato sulla questione, «sono inagibili, quindi non è possibile ubicarvi i seggi. Qui forse si potrebbero usare soltanto alcune palestre, ma non basterebbero certamente per soddisfare le necessità per il voto referendario e amministrativo. Allo stato attuale, l’unica soluzione per ospitare i seggi resta quella delle scuole». C’è infatti da tener presente anche l’esiguità dei tempi organizzativi, poiché in caso di voto in una sede diversa da quella abituale, il Comune dovrebbe ridisegnare la mappa per esercitare il diritto di voto. L’operazione voto lontano dalle scuole, quindi, almeno per Avezzano, sembra di difficile applicazione. Una richiesta in tal senso, mirata a evitare un nuovo stop delle lezioni, era stata avanzata al commissario prefettizio, Mauro Passerotti, dal presidente del Centro giuridico del cittadino, Augusto Di Bastiano. L’impressione, però, è che con la penuria di locali alternativi agli edifici scolastici, le elezioni amministrative dovranno per forza di cose restare nelle sedi naturali. Quindi le scuole dovranno essere chiuse. (m.s.)
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