segnalazioni e interventi

6 Maggio 2015

tornimparte Il successo di “Ju Calenne” La straordinaria manifestazione culturale e antropologica «Ju Calenne», non solo continua ad attirare turisti, curiosi ma anche cultori delle tradizioni locali:...

tornimparte

Il successo

di “Ju Calenne”

La straordinaria manifestazione culturale e antropologica «Ju Calenne», non solo continua ad attirare turisti, curiosi ma anche cultori delle tradizioni locali: Quest’anno si è arricchita di due eventi particolari che dimostrano come il culto di «Ju Calenne» in Tornimparte è molto profondo e trova una continuità nella partecipazione massiccia dei giovani. Abbiamo saputo, in questi anni trasmettere l'importanza culturale di questa tradizione millenaria al punto che, senza chiederlo e in maniera spontanea e furtiva, alcuni bambini di Piedi La Villa, sono andati da soli, senza far conoscere a nessuno le loro intenzioni, a prendere un Calenne ( naturalmente piccolo) e piantarlo a fianco di quello grande, gesto di continuità e di partecipazione attiva anche nei bambini. Gli alunni delle prime classi della scuola elementare, sapientemente istruiti e coinvolti dal corpo insegnanti ( grazie alla maestra Maria Vecchioli) hanno effettuato una serie di disegni che rappresentano tutte le fasi della manifestazione quale testimonianza non solo di conoscenza ma anche di viva partecipazione e sicurezza nel futuro. Ora possiamo stare tranquilli, il testimone sarà in buone mani. È possibile ammirare sia il piccolo Calenne a Piedi la Villa che l’esposizione dei disegni in Villagrande vicino al Calenne nel sagrato della chiesa di San Panfilo.

Domenico Fusari

presidente Pro loco Tornimparte

SAN BERNARDINO

«Riapertura

che emozione»

È stata un’emozione immensa poter ritrovare un luogo sacro della storia della città e delle radici familiari. Il mio avo Lorenzo Filoni contribuì con altri mecenati alla ricostruzione della basilica dopo il terremoto del Settecento e per questo gli venne dedicato l’altare della Madonna con il bambino.

Finalmente noi aquilani potremo tornare a pregare negli altari della nostra meravigliosa basilica di San Bernardino e a sperare soprattutto in un domani di vera rinascita per la nostra città ferita dal terremoto .

Anna Filoni

L’Aquila

beni culturali

Catacombe chiuse:

una vergogna

Per l’ennesima volta ci troviamo di fronte allo stesso increscioso episodio: accade a San Vittorino Amiterno, alcuni turisti sono venuti qui per visitare le bellissime Catacombe che si trovano sotto la chiesa di San Michele Arcangelo, catacombe queste indicate in tutte le guide turistiche, ma da anni chiuse. Non si tratta di una chiusura temporanea dovuta a qualche imprevisto, sono chiuse da molti anni per vari motivi: l’ultimo, il più

plausibile, è per ristrutturazione; si ripete manchi solo l’impianto elettrico ma a quanto pare, considerati i tempi, è forse più difficile da realizzare delle catacombe stesse. Nelle guide turistiche sono menzionati anche i resti del Teatro e dell’Anfiteatro dell’antica città di Amiternum (famosa in tutto il mondo). Sono resti la cui visita è doverosa più che consigliata vista la loro importanza, ma ciò è subordinato alla fortuna dell’ipotetico turista di trovare aperti i siti archeologici in questione. Parliamo di giorni festivi nei quali normalmente c’è più affluenza di visitatori, se in quei giorni i fortunati visitatori dovessero trovare aperto, essi non troveranno nessuno in grado di spiegare la storia e l’importanza del suolo che stanno calpestando, non troveranno neanche uno “straccio” di

brochure, possibilmente multilingue. Siamo stati mia moglie ed io che, trovandoci lì per caso, abbiamo raccontato quello che conosciamo della nostra storia e del nostro territorio a persone, che come già scritto, sono partite da vari luoghi per visitare quello che la storia ci ha lasciato e hanno letteralmente “trovato chiuso”. Come si può trascurare realtà come quella di Amiternum e sicuramente come tante altre disseminate nell’intero comune? A oggi, come da anni a questa parte, manca completamente un piano d’investimento e un progetto culturale complessivo che riguardi l’’intero, grande, culturalmente e storicamente ricco, Comune dell’Aquila; un progetto che, vista anche la natura di “Città di Fondazione” metta in rete il Centro Storico con le sue frazioni, con il loro patrimonio culturale, archeologico e paesaggistico.

Gianfranco Cococcia

pres. circolo culturale San Vittorino