segnalazioni e interventi

23 Dicembre 2014

barisciano Replica di Salvatore al sindaco Sulla ricostruzione di Barisciano, nella perenne e totale assenza di incontri pubblici con l'amministrazione in carica e di qualsivoglia preventiva...

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Replica di Salvatore

al sindaco

Sulla ricostruzione di Barisciano, nella perenne e totale assenza di incontri pubblici con l'amministrazione in carica e di qualsivoglia preventiva condivisione con la cittadinanza delle scelte che essa comporta, si ha modo di saperne qualcosa attingendo a sporadiche dichiarazioni del Sindaco che qualche giornale è disposto ad ospitare. E' di ieri sul Centro, un articolo che ci illustra il "pensiero", propinato tal quale, del nostrano primo cittadino.

Il pensiero/messaggio, senza contraddittorio, arriva a destinazione privo degli elementi utili a far comprendere al lettore la materia trattata contribuendo così a quella perenne disinformazione che caratterizza da anni la ricostruzione in questo piccolo comune gestito come un feudo.

Cerchiamo di porre rimedio a questa lacuna informativa evidenziando quei passaggi che provano la superficialità e l'approssimazione con cui a Barisciano il Sindaco governa il fenomeno della ricostruzione: - le risorse economiche per i servizi e sottoservizi, e quindi anche per affrontare il problema delle cavità, sono disponibili da qualche anno ma quello che da qualche anno manca sono i progetti che le amministrazioni hanno il compito di redigere; - dopo aver «regalato» 450.000 euro ad una Università per la redazione del PdR e pervicacemente negato per anni l'esistenza di un "problema grotte", con imbarazzante candore comunica che occorre, in ritardo di cinque anni affidare un altro incarico per verificare il dedalo di cavità che attraversa l'intero Paese; - sostiene, ignorando la materia, che l'amministrazione si occuperà delle cavità che interessano il sottosuolo di aree pubbliche senza preventivamente appurare se, giuridicamente, ne ha la competenza. Non sono poche le sentenze, anche di Cassazione, che sostengono e confermano il diritto di proprietà di tali ambienti in capo al privato che ne ha l'accesso esclusivo; - paventa un ineludibile ritardo nella valutazione dei progetti di abbattimento e ricostruzione (sostituzione edilizia) dovuto alla necessità di attendere il nulla osta della Soprintendenza ma omette di informare che questo iter se l'è inventato di sana pianta senza considerare, anche in questo caso, le numerose sentenze che affermano l'incompetenza della Soprintendenza ad esprimere alcunché sui centri storici privi di vincoli specifici.

Walter Salvatore

Barisciano

assocasa ugl

«Cialente

solito struzzo»

Come al solito il nostro sindaco “struzzo” ha preferito mettere la testa nella sabbia invece di partecipare all'assemblea da lui voluta con gli abitanti delle case comunali di San Gregorio. È l'ennesimo schiaffo che ricevono i cittadini, che reclamano un giusto diritto di civiltà nel chiedere la riqualificazione del quartiere e una decorosa vivibilità. Cosa ormai non concessa dal 6 aprile 2009 . E’ sotto gli occhi di tutti la situazione di degrado in cui vivono i residenti, costretti a convivere con un ‘ecomostro’ pericolante e le crepe nelle proprie abitazioni. L'amministrazione attiva ne è a conoscenza ed è stata informata anche la Magistratura. Oggi sia la società civile sia la politica mostrano indifferenza verso questa situazione. Questa mancata attenzione verso le famiglie che vivono in situazioni di disagio genera rabbia in chi crede nella parità dei diritti sociali. Sembra che la classe dirigente voglia privilegiare solo le famiglie “medio alte” e ignorare la “plebe”. La rabbia dei residenti è alta. Mi appello ai rappresentanti religiosi e chiedo al nostro Arcivescovo di visitare il quartiere.

Franco Marulli

Assocasa

Alloggi pubblici

Rapagnà sulla

vendita all’asta

La vendita all'asta non solo di singoli alloggi ma anche di interi edifici e caseggiati popolari, se dovesse essere attuata anche in Abruzzo, sconvolgerà la vita quotidiana di migliaia di famiglie, molte delle quali, non avendo i mezzi economici per acquistare la loro attuale abitazione, saranno sottoposte a “mobilità obbligatoria”, mentre la maggior parte di esse perderanno per sempre il diritto al riscatto della loro attuale abitazione. La responsabilità di quanto accade è tutta di coloro che in questi anni si sono sempre opposti al ripristino del “riscatto graduale e sociale” delle Case Popolari ed ex-Gescal.

Pio Rapagnà