segnalazioni e interventi

20 Gennaio 2015

ISTITUTO D’ARTE La polemica continua In risposta alle due professoresse del Liceo Artistico chiedo cosa abbiano trovato nel mio comunicato di tanto offensivo nei confronti della scuola. Sono felice...

ISTITUTO D’ARTE

La polemica

continua

In risposta alle due professoresse del Liceo Artistico chiedo cosa abbiano trovato nel mio comunicato di tanto offensivo nei confronti della scuola. Sono felice di sapere che il Liceo Artistico abbia trovato il suo modus vivendi ideale nell’Istituto “Bafile”. Né era nostra minima intenzione mettere in dubbio ciò. Evidentemente, però, le proteste degli studenti dello scorso ottobre, proprio a proposito degli spazi e dei laboratori, non sono sentite dagli insegnanti. Ci tengo dunque a rassicurare Giagnacovo e Vecchioli che la mia posizione nei confronti del Liceo Artistico non è offensiva né denigratoria e, anzi, è piena di rispetto.

Il nostro appello era rivolto però alla Provincia, perché si decidesse a fare qualcosa dell’edificio e dei macchinari. Può essere che il liceo artistico abbia laboratori nuovi e funzionali, ma un giovane artigiano che deve fare un mutuo per comprare il tornio può non essere contento che macchinari (comprati coi soldi di tutti) rimangano a marcire. Sul valore di quanto è rimasto, penso sia più opportuno vedere de visu di che si tratta. Può essere anche che la Provincia abbia altre priorità rispetto alla ricostruzione delle scuole. Dalle parole delle docenti sembra però che cercare di fare qualcosa, invocare che succeda qualcosa, nell’immobile panorama della ricostruzione pubblica sia reato di somma gravità. Risponderò ora alle domande finali: chi ha distrutto la nostra città? Il terremoto, la rassegnazione, l’incuria e le lotte di parte. Riguardo alle “soluzioni scolastiche e abitative aberranti” sta forse parlando dei container di Umbria e Irpinia che dopo tredici e trentacinque anni ancora sono in uso? È vero: l’ubicazione di diversi complessi di Progetto Case è fuori da ogni logica urbanistica, ma ricordiamo bene che fu il Comune a decidere la localizzazione. Ora sono io a porre una domanda: che senso ha attaccarmi con tali argomentazioni o con il tema dei tagli alla scuola? Li ho forse fatti io? Sono i tagli alla scuola la causa dell’incuria in cui versano gli edifici scolastici dell’Aquila? O è questo semplicemente un bieco artificio retorico: rispondere in maniera roboante ma fuori tema solo per coprire l’assenza di argomentazioni pertinenti? Se così, le professoresse si renderanno conto che avrebbero fatto bene a tacere.

Roberto Jr Silveri

L’Aquila

tempera

Tra archeologia

e ambiente

Venerdi 16 a Tempera si è tenuta un’interessantissima conferenza sull’archeologia industriale nel Parco del Vera per merito dell’Archeoclub dell’Aquila. Sono state ripercorse le vicende della scoperta della carta per merito dei cinesi, e quindi l’introduzione della stampa in Abruzzo e nell’Aquilano in particolare. Grazie al racconto della professoressa Fredjana Juchich si sono ripercorse le tappe fondamentali dell’introduzione della stampa a Sulmona, Celano, Tempera

e Vetoio. Si sono rivissute la sapienza tecnica e manuale dei cartai di Tempera: della famiglia Vicentini e di operai qualificati della famiglia Alfonsetti. L’ascesa di questo sapere e il suo declino con l’introduzione di nuove tecnologie e di un rinnovato protagonismo delle forze produttive. Le cartiere non ressero la concorrenza e presto dovettero cedere il passo alle industrie moderne. Tuttavia, come spesso ha ricordato la relatrice, la storia è li a ricordarci le enormi potenzialità e vocazioni di un territorio. In questo caso non c’è dubbio che lo sforzo dell’Archeoclub così come della parte più sensibile di Tempera sia quello di un rinnovato impegno per la salvaguardia e valorizzazione dell’archeologia industriale nel Parco del Vera. Sensibilità e forza che sempre più spesso si scontrano con la refrattarietà e insensibilità che le varie istituzioni e politici di turno riservano verso questo enorme patrimonio. Ci si stupisce su quanto di nascosto vi è nei nostri storici palazzi e che oggi torna alla luce grazie al lavoro di storici e architetti della Soprintendenza dell’Aquila. Dovremmo stupirci sempre di quanto pervenuto e visibile della nostra memoria e storia.

Alfonso De Amicis

Tempera