segnalazioni e interventi
scienza e tecnica Riflessione di Spezzaferri Ho letto con interesse l’articolo pubblicato, su queste pagine, dal professor Guido Visconti col quale avanza riserve, in materia tecno-scientifica,...
scienza e tecnica
Riflessione
di Spezzaferri
Ho letto con interesse l’articolo pubblicato, su queste pagine, dal professor Guido Visconti col quale avanza riserve, in materia tecno-scientifica, riferite ad alcuni operatori pubblici del nostro ambito o dei consiglieri, ai quali si sono affidati. Il predetto professore cita casi ed esemplificazioni alquanto recenti. Singolari le espressioni e le esemplificazioni assunte a sostegno – uno stile sobrio ed efficace, persino pugnace in taluni passaggi – quali la diffusione sindromica del “pifferaio magico”, o il richiamo simbolico al centro Boise City, fondato, a metà dell’Ottocento, un po’ come pretesto dei cercatori d’oro. Ancor più l’intervento ha richiamato la mia attenzione perché esso può comportare e può sottendere un’altra questione, cioè che ai cittadini, facendo o meno richiamo alla scienza, bisogna riferire, sempre, solo la verità: contegno etico-politico irrinunciabile.
Con saggezza, gli antichi romani crearono una divinità allegorica denominata “Verità” e la fecero figlia di Saturno e madre della Virtù e della Giustizia.
Ora, sussistono molti passaggi e talune situazioni nelle assai ardue condizioni economiche di oggi che non pare siano figliole della Verità.
Mi provo ad esemplificare. L’articolo 81 della Costituzione – testo originario – al comma terzo, assai più al successivo quarto, collocò una sorta di chiavistello a tutela della saldezza della gestione del bilancio statale: il quarto comma, in particolare, dispose che, una volta approvato il bilancio annuale di previsione di un anno determinato, ogni altra nuova spesa doveva indicare i mezzi per farvi fronte. Un chiavistello, dunque, ma non è servito a molto se, a partire dal 1950 circa in poi, è andato creandosi e via via accumulandosi un debito statale sempre più cospicuo, fino a pervenire alla clamorosa entità di oggi, vicina ai 2150 miliardi di euro, spia delle improprietà dei mezzi di finanziamento predisposti! Come si rimedia a tanto progrediente scompenso? È facile: attraverso … operazioni creditizie o di manovra monetaria, gravi nella loro essenza, gravi per gli oneri a seguire che comporta, gravissime per l’incertezza nell’entità degli oneri stessi.
Anni fa sarebbero risultate meno gravose situazioni riparatorie d’altra natura rispetto a quelle, molto sofferte, di oggi.
Ricorriamo alla realizzazione di un’interessante ricerca attraverso un conticino facile: sommiamo gli importi esborsati per corrispondere gli interessi passivi sui mutui, solo per gli ultimi dieci anni, e controlliamo quanto corposa sia la cifra! Punto di maggiore alterazione è che il consolidarsi, nel tempo, delle operazioni debitorie sfocia ingiustamente nell’agevolazione, delle risorse a disposizione, per le comunità di oggi a danno di quelle di domani. Cioè, squilibrio finanziario, che ha ripercussioni negative sul domani; si configura cioè una forma possibile ed ingiusta di traslazione degli squilibri tra generazioni.
È lecito chiedersi: di fronte allo stato di disequilibrio citato, la comunità dei cittadini si mostra consapevole e, in ogni caso, di tanto sia stata resa edotta? Penso di no, forse anche per motivazioni che possono persino lambire l’espediente.
A tanto si è pervenuti attraverso il succedersi, tempo dopo tempo, di differenti politiche di bilancio, qui non esprimibili neppure per sintesi. In tempi recenti sopraggiunge la legge (n. 243 del 2012) che introduce, nell’ordinamento, il principio costituzionale del pareggio di bilancio obbligatorio e cerca di rendere convergente il sistema con quello della Comunità Europea: discorso d’altro tipo, perciò; in ogni caso assai complesso! Vedremo.
Giorgio Spezzaferri
operatore culturale
Confronto pubblico
L’avvocato Valentini
lo chiede al sindaco
«Una replica di difficile comprensione quella del sindaco Massimo Cialente e dell’assessore Pietro Di Stefano. A questo punto chiedo un incontro pubblico per discutere seriamente di ciò che è stato fatto finora e trovare una soluzione ai problemi legati alle infiltrazioni malavitose nella ricostruzione, in particolare quella privata». È quanto afferma l’avvocato Antonio Valentini, presidente dell’associazione «Insieme», che nei giorni scorsi aveva denunciato le responsabilità delle istituzioni per «non aver controllato il fenomeno nella fase della prevenzione», in riferimento a quanto emerso dall’inchiesta Dirty Job.

