segnalazioni e interventi
castel del monte e parco Solidarietà al sindaco La lettera che il sindaco di Castel del Monte Luciano Mucciante ha inviato al presidente della Repubblica e ad altre autorità deve far riflettere molto....
castel del monte e parco
Solidarietà
al sindaco
La lettera che il sindaco di Castel del Monte Luciano Mucciante ha inviato al presidente della Repubblica e ad altre autorità deve far riflettere molto. Conosco da anni Mucciante e so quanto tenga al suo Comune come, d’altronde, la maggioranza dei suoi colleghi che scelgono di dedicarsi al coraggioso impegno di guidare come sindaci uno dei tanti comuni montani d’Abruzzo; solo qualche tempo fa le cronache ci hanno raccontato del lungo e disperato sciopero della fame del sindaco di Villa Sant’Angelo e tante altre storie ci giungono relative ad amministratori schierati in prima linea per difendere i tagli e le chiusure di presìdi sanitari, di uffici postali, punti di accoglienza che continuano a colpire le zone interne. Mucciante ha avuto il coraggio di mettere in luce con grande chiarezza le storture di un sistema che, nato per tutelare le zone montane, per scongiurarne il degrado, per favorirne lo sviluppo, in realtà non solo non ha ottenuto il risultato sperato, ma, in certi casi, ha finito per intralciare le significative iniziative locali tese a limitare lo spopolamento e incoraggiare le attività imprenditoriali tradizionali. Ho sempre sostenuto, e oggi, alla luce di quanto accade quotidianamente, ne sono ancora più convinto, che se a qualcuno è venuto in mente di sottoporre a tutela una macrozona creando un Parco Nazionale, è perché quella zona aveva tutte le caratteristiche naturali per essere considerata preziosa, incontaminata, ricca di biodiversità, testimone vivente di un ambiente autenticamente «puro». Come si era mantenuta così per secoli e secoli? Chi aveva avuto la costanza, la capacità, l’intelligenza, di riconsegnare di generazione in generazione un territorio così pregiato? La storia ci fornisce la risposta: centinaia di donne e uomini che, attraverso lo svolgimento di attività di allevamento, di agricoltura, di artigianato, di commercio, di forestazione, tutte portate avanti tutelando l’ambiente circostante, hanno presidiato il territorio difendendolo, tutelandolo e impreziosendolo. Anche gli amministratori che si sono via via succeduti hanno fatto la loro parte, contribuendo con la loro opera, spesso svolta senza alcun fine economico, a ben gestire la res pubblica. L’Ente Parco a suo tempo si sarebbe dovuto insediare in punta di piedi, contattare gli operatori locali e gli amministratori e far tesoro delle loro indicazioni, ascoltare più che parlare, avere rispetto delle attività tradizionali del territorio; ciò, specie all’inizio, non è stato. Per anni gran parte del bilancio del Parco è stato assorbito, oltre che per le proprie spese di gestione, per rimborsare (tardi e male) i danni procurati agli agricoltori da una fauna selvatica non autoctona, per niente preziosa, cresciuta a dismisura, che doveva essere eliminata e non sopportata. Poi, con il passare del tempo, le cose sono leggermente migliorate, ma oggi il sindaco Mucciante denuncia pubblicamente, mettendo nero su bianco, una situazione veramente inquietante. Non è sufficiente esprimere solidarietà a Mucciante (come non lo è stato per Biondi di Villa Sant’Angelo…) che pure in questa occasione non voglio far mancare a lui e a tutta la comunità di Castel del Monte; è invece necessario prendere atto del suo forte e disperato grido di allarme, un grido che viene da un uomo che sente su di sé tutta la responsabilità dell’essere amministratore di un Comune che, pur avendo delle potenzialità eccezionali, non solo non riesce a decollare, ma deve anche subire frenate ingiustificate. Se Mucciante dovesse dimettersi non sarebbe una sua sconfitta, sarebbe una disfatta del sistema: evitiamolo, cerchiamo di riprendere il confronto produttivo e lavoriamo tutti per evitare che le nostre zone interne non siano più soggette all’abbandono dell’Uomo e al conseguente degrado che sarebbe inevitabile pur in presenza di un Parco che, allora, tutelerebbe solo se stesso.
Bruno Petrei
presidente del Gal Gran Sasso Velino
Funzionario Coldiretti Abruzzo
gasolio
Assegnazioni
secondo raccolto
Nell’ottica della necessità di rivedere i parametri regionali per le quantità di gasolio agricolo da attribuire che, ad ora, non rispondono alle reali esigenze del coltivatore, è da risolvere anche il problema contingente delle assegnazioni per il secondo raccolto.
Felicia Mazzocchi
consigliere provinciale dell’Aquila
del Nuovo Centrodestra

