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adunata alpini Liris critica la Regione «Luciano D’Alfonso abbandona gli alpini abruzzesi al proprio destino. Dopo aver constatato l’assenza assoluta di proposte da parte del nuovo governo regionale,...
adunata alpini
Liris critica
la Regione
«Luciano D’Alfonso abbandona gli alpini abruzzesi al proprio destino. Dopo aver constatato l’assenza assoluta di proposte da parte del nuovo governo regionale, chiedo che vengano subito stanziate nuove e corpose risorse nella vecchia legge regionale, la numero 32 del 3 luglio 2013, voluta fortemente dal centrodestra nella scorsa legislatura per la promozione dell’Adunata alpini».
È dura l'accusa rivolta a D’Alfonso e alla sua giunta dal vicepresidente regionale e capogruppo in Comune Guido Quintino Liris. «Dopo aver sofferto e lavorato tanto per un’opportunità così prestigiosa per L’Aquila e l’Abruzzo, dopo aver sostenuto pubblicamente di non avere nulla da invidiare ad altre realtà nazionali, dopo aver convinto l’Associazione nazionale alpini delle nostre capacità ricettive e organizzative, dopo il dispiacere per la vittoria di Pordenone per il 2014, abbiamo tutti insieme esultato per aver conquistato l’Adunata all’Aquila nel 2015», continua Liris .
«Ciò che D’Alfonso non capisce è che l’Adunata rappresenta un’opportunità per l’intera regione; nelle Adunate nazionali è il governo regionale a fare la “parte del leone” quanto a stanziamento di risorse ed erogazione dei servizi.
So con certezza che in un recente incontro del comitato organizzatore con D’Alfonso, questi non abbia dato certezze di risorse, ma abbia dedicato il tempo a rappresentare le difficoltà di cassa dell’ente», sottolinea Guido Quintino Liris.
«Servono subito risorse per attivare una segreteria organizzativa, per raccogliere adesioni e prenotazioni, per dare vita a punti informativi attrezzati e funzionali, per fronteggiare i costi vivi della macchina organizzativa. Questa volta non si può contare sulle indubbie e proverbiali capacità di “arrangiarsi” da parte degli Alpini».
«Passano i giorni, le settimane e i mesi e si avvicina l’appuntamento con l’Adunata: è necessaria una immediata e concreta dimostrazione di interesse del governatore D’Alfonso e del governo regionale».
Ufficio stampa
di Guido Quintino Liris
Corte d’appello
Una nota di
Iampieri
«D’Alfonso si sta dimostrando abilissimo nel praticare il divide et impera, ovvero nel governare un popolo dividendolo, riacutizzando antiche rivalità e fomentando conflittualità. Il maldestro tentativo di portare la Corte d’Appello dall’Aquila a Pescara, in tal senso, oltre a ridimensionare il ruolo della città capoluogo d’Abruzzo, già minato da una ricostruzione lunga a completarsi, riaprirebbe un contenzioso che non ha alcuna ragione d’essere. Un plauso, pertanto, voglio rivolgerlo al capogruppo di Fi in consiglio provinciale, Gianluca Alfonsi, che ha tempestivamente annunciato un ordine del giorno mirato a scongiurare questo ennesimo scippo ai danni delle aree interne». Il consigliere regionale di Forza Italia Emilio Iampieri dice la sua sulla Corte d’Appello ma risponde anche alla richiesta di incontro con la Regione Abruzzo avanzata dai responsabili dei sindacati Cgil, Cisl e Uil: «Alla provincia dell’Aquila serve un progetto organico di sviluppo che veda il coinvolgimento non estemporaneo delle amministrazioni locali, delle parti sociali e della classe imprenditoriale, in grado di valorizzare le vocazioni dei territori e uscire una volta per tutte dalla logica delle divisioni e del campanilismo fine a se stesso. Bene hanno fatto le forze sindacali a sollecitare un incontro con la giunta regionale, la cui autoreferenzialità sta assumendo aspetti imbarazzanti, con la pretesa di imporre dall’alto scelte spesso diametralmente opposte alle vocazioni dei comprensori. L’invito che rivolgo ai sindacati», continua Iampieri, «è di confrontarsi anche con quei sindaci che, per ruolo e sensibilità, sono più attenti alle reali problematiche legate alla crisi del mondo del lavoro. La prassi inaugurata dal presidente D’Alfonso di convocare i sindaci, come è accaduto nella Marsica con riferimento all’esclusione dai fondi ex 107 3c - non va nell’auspicata direzione di una maggiore condivisione dei progetti o di un reale interesse alla crescita socioeconomica dei territori, ma altro non è che il perpetrarsi di una personalistica campagna elettorale permanente che non ha più ragione di essere»
Ufficio Stampa Forza Italia
Consiglio Regionale d’Abruzzo

