segnalazioni e interventi
viabilità Piccole modifiche per migliorarla All’Aquila sono presenti molti cantieri per migliorare la viabilità, tenendo conto anche del traffico aumentato sensibilmente rispetto al pre-terremoto a...
viabilità
Piccole modifiche
per migliorarla
All’Aquila sono presenti molti cantieri per migliorare la viabilità, tenendo conto anche del traffico aumentato sensibilmente
rispetto al pre-terremoto a causa della diversa e più ampia dislocazione degli abitanti . Sono presenti rotatorie a cui non eravamo abituati e che creano qualche problema a molti automobilisti. Qualche rotatoria è da migliorare come la rotatoria in fondo a viale della Croce Rossa: scendendo da tale strada a due corsie di marcia a fine discesa si trova un restringimento a una sola corsia, separata da una striscia continua rispetto alle due corsie che si affiancano in prossimità della rotatoria provenendo da via XX Settembre. Nella rotatoria si immettono tre corsie. Normalmente chi deve uscire subito a destra dovrebbe essere nella corsia di destra, ma venendo da viale della Croce Rossa e dovendo girare intorno alla rotatoria si crea qualche problema. Problema anche per chi da via XX Settembre si immette in rotatoria e vuole andare alla prima uscita a destra in quanto, se vuole rispettare la linea continua, si trova nella corsia centrale mentre dovrebbe essere nella corsia di destra per procedere senza interferenze.
Molti automobilisti risolvono non rispettando la linea continua e scegliendo la corsia più appropriata a seconda dell’uscita cercata. Un miglioramento della viabilità si potrebbe avere in zona Torrione all’incrocio tra via Scarfoglio e via Silone-via Federici.
Queste due ultime strade appartengono al percorso che porta fuori città lato Est. Eppure nell’incrocio con via Scarfoglio
hanno lo stop in una posizione disagevole con salita ripida e visibilità non delle migliori. Pericolo in inverno con strada ghiacciata. Basterebbe invertire i segnali e mettere lo stop su via Scarfoglio.
Demetrio Laurenzi
L’Aquila
pAGANICA
Donatori sangue
e Matera
La Sezione Donatori di sangue di Paganica gemellata nel giugno 2012 con la Sezione Fidas Grassano, cittadina in prossimità di Matera di 5500 abitanti, circa 10000 prima del terremoto dell’Irpinia del 1980, si congratula per la designazione di «Matera capitale europea della Cultura 2019», pregando il vicepresidente nazionale Fidas Antonio Bronzino e il presidente Fidas Regione Basilicata Paolo Ettorre, di far giungere le più vive congratulazioni al sindaco di Matera Salvatore Adduce. Una lunga e agguerrita battaglia tra 21 città italiane concorrenti in cui anche la nostra città, L’Aquila ha partecipato alla contesa. La bellezza di questa città, va oltre ai suoi bellissimi monumenti del centro storico, poiché un’importante contributo è stato dato sicuramente dai cosiddetti «Sassi di Matera» iscritti nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco già dal 1993. Essi rappresentano un ecosistema urbano straordinario capace di perpetuare dal passato preistorico i modi di abitare nelle caverne fino alla modernità degli anni Cinquanta del secolo scorso, quando con legge nazionale fu predisposto lo sfollamento forzato per poi iniziare il recupero degli stessi. Paganica, però, ha anche un altro antico legame con Matera. Nel 1553, nacque a Paganica Giuseppe De Rubeis figlio di un avvocato e nipote di un prete, così intraprese la carriera ecclesiastica diventando nel 1599 Vescovo dell’Aquila sotto il papato di Clemente VIII. Da ragazzo, a Paganica, abitava sotto le rovine del Castello (raso a suolo da Antonuccio Camponeschi il 16 giugno 1424) tanto che le pietre poggiavano sulle mura della loro casa e da grande, nei suoi sogni, avrebbe voluto ricostruire le mura della fortezza. Una volta divenuto vescovo, però, certamente non gli era concesso, pensò così di costruire una grande chiesa essendo quella parrocchiale poco capiente. Il suo progetto supportato dal Papa fu realizzato e il 4 luglio 1605 fu inaugurata la chiesa di Santa Maria del Presepe, là dove era il Castello adoperando le stesse pietre «quadre». Nel frattempo, nel marzo del 1605, morì Papa Clemente VIII e la Collegiata di Santa Maria Paganica intus che esercitava l’attività parrocchiale e battesimale anche su Paganica, inviò un ricorso alla Sacra Rota contro l’operato del vescovo De Rubeis. Il ricorso fu accettato dal nuovo Papa Leone XI, De Rubeis fu nominato arcivescovo e mandato a Matera.
Raffaele Alloggia
Paganica

