Sei anni di reclusione per Stefano Biasini

L’imprenditore aquilano condannato dal tribunale di Reggio Calabria: trattava con le cosche il traffico della droga in città
L’AQUILA. Sei anni di reclusione. A tanto ammonta la condanna inflitta dal Tribunale di Reggio Calabria all’imprenditore aquilano Stefano Biasini. Il pubblico ministero aveva chiesto 10 anni.
Secondo l'impianto accusatorio Biasini avrebbe coadiuvato l’opera dei fratelli Massimo Maria e Antonino Valenti, organizzatori dello spaccio della cocaina in città, fungendo da raccordo con i calabresi al fine di garantire un canale di approvvigionamento della droga e “trattare” l’aspetto finanziario direttamente con i fornitori.
Assolto invece con formula piena un altro aquilano, Marino De Cesaris di Paganica, accusato di smerciare la cocaina sulla piazza del capoluogo.
L’inchiesta per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga che ha toccato il capoluogo abruzzese è della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, coordinata dall’allora procuratore Nicola Gratteri, impegnato in prima linea nella lotta agli illeciti della ’Ndrangheta. Oltre 20 gli imputati nel processo.
Secondo gli inquirenti il traffico di droga dalla Calabria all’Aquila era gestito dalla cosca Broghetto-Zindato-Caridi che, in passato, aveva già tentato di allungare i suoi tentacoli negli appalti per la ricostruzione.
I legali dell’imprenditore aquilano condannato, Antonio Milo del Foro di Avezzano e Vincenzo Salvi del Foro del capoluogo abruzzese, hanno già annunciato ricorso contro la sentenza di primo grado del tribunale di Reggio Calabria. (f.d.m.)
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