Sei anni fa il duplice omicidio di Bazzano

26 Novembre 2019

I precedenti delitti in città: dagli anni Novanta a oggi ecco le principali vicende di sangue

L’AQUILA. L’ultimo omicidio in ordine di tempo avvenuto all’Aquila e dintorni risale al 17 gennaio del 2013. In quel caso si trattò addirittura di un duplice omicidio che si verificò nel parcheggio di un supermercato nella zona industriale di Bazzano. Fu una esecuzione in piena regola innescata, si seppe poi, dalla gelosia. Burhan Kapllani, 48 anni, imprenditore di origine albanese, uccise a colpi di pistola l’ex moglie e il suo nuovo compagno che erano usciti dal supermercato dopo aver fatto la spesa ed erano appena risaliti in auto. La vittima si chiamava Boshti Hrjeta, 36 anni, madre di 4 figli avuti con l’ex marito. L’altra persona rimasta uccisa si chiamava Hana Shpetin. Le vittime abitavano nell’area delle case comunali di San Gregorio, non molto distante da dove risiedeva Paolo D’Amico ucciso l'altro giorno. Per trovare altri episodi delittuosi bisogna andare a prima del terremoto del 2009 e in particolare al mese di maggio del 2007. La città in quei giorni si stava preparando alle amministrative che portarono alla prima elezione a sindaco di Massimo Cialente. Il primo fatto di sangue avvenne nella notte fra il 17 e il 18 maggio 2007. Enrico Curatella, 28 anni colpì con un coltello Andrea Della Pelle di 32 in piazza San Pio X, nel quartiere Torrione. Il 25 maggio si verificò un doppio omicidio seguito da un suicidio che destò molto scalpore. Luigi Narcisi, 71 anni, con un fucile da caccia uccise prima la convivente, Nella Graziosi a Scai di Amatrice (borgo pesantemente colpito poi dal sisma del 2016), poi sparò all’Aquila alla figlia della donna che lavorava in un centro estetico, Roberta Colaiuda, di 24, per poi togliersi la vita in una località isolata con la stessa arma. Andando ancora più indietro nel tempo, e in particolare negli anni Novanta del secolo scorso, vanno registrati nel 1993 un omicidio suicidio (lo zio uccise un nipote) in un ristorante nell'immediata periferia cittadina e, nel 1996, in un comune del circondario aquilano un omicidio avvenuto al termine di una movimentata serata tra amici. In quest’ultimo caso una banale discussione, forse anche a causa dell’ubriachezza dei protagonisti, finì in tragedia. Tutti episodi con dinamiche abbastanza chiare che non richiesero particolari difficoltà investigative e che, a parte naturalmente i due casi nei quali l’assassino si era suicidato, portarono alla condanna degli autori dei delitti. (g.p.)
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