Sei mesi fa la morte di Sofia Attese le decisioni del pm

22 Aprile 2022

La piccola di 5 anni fu colpita alla testa da una vecchia porta da calcio in ferro Il fatto è avvenuto in un campetto comunale in disuso di Rocca di Botte

ROCCA DI BOTTE. A sei mesi dalla tragica scomparsa della piccola Sofia Piccioli, la bimba di 5 anni originaria di Acilia che ha perso la vita lo scorso ottobre a Rocca di Botte, non risultano ancora ufficialmente persone indagate per omicidio colposo. Sul caso era stata aperta un’inchiesta e quattro mesi fa i carabinieri della Compagnia di Tagliacozzo avevano consegnato un’informativa alla Procura di Avezzano con una dettagliata relazione sul tragico incidente. I genitori, la mamma Giorgia e il papà Federico che erano con lei al momento dell’incidente, attendono che vengano accertate eventuali responsabilità riguardo a quanto avvenuto. La tragedia si è consumata il 19 ottobre scorso quando, secondo la ricostruzione, la piccola è stata travolta da una porta di calcio in ferro all’interno di un campetto comunale in disuso. La bambina stava giocando con il papà e un cagnolino. La famiglia era arrivata a Rocca di Botte, nella seconda casa dei nonni materni, per passare qualche giorno lontano dalla capitale. Per cause che gli investigatori stanno accertando, mentre il cane e la bambina giocavano, all’improvviso la struttura in ferro della porta è caduta, travolgendo Sofia e colpendola alla testa. Nonostante i soccorsi per lei non c’era stato nulla da fare. Il medico legale che ha constatato il decesso ha ritenuto compatibili le lesioni riscontrate sulla testa della piccola con il colpo inferto dalla porta di ferro crollata. I militari della Compagnia di Tagliacozzo, coordinati dal comandante Michele Valentino Chiara, hanno raccolto indizi e prove utili alle indagini comprese le relazioni tecniche relative alla pesante porta di ferro caduta addosso alla bambina. La Procura di Avezzano ha aperto un’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Elisabetta Labanti per omicidio colposo. Sulla vicenda viene mantenuto il più stretto riserbo, ma non sono stati ricevuti dalla parti interessate avvisi di garanzia. Quindi al momento non ci sono ancora iscritti nel registro degli indagati. Nei prossimi giorni il pm potrebbe chiedere una proroga delle indagini preliminari, chiudere l’inchiesta con l’invio di avvisi di garanzia o chiedere l’archiviazione. Il campo e la porta da calcio pesante oltre cento chili sono ancora sotto sequestro. L’amministrazione comunale è assistita dagli avvocati Alessandro e Giovanni Marcangeli.
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