Sei morti in 40 giorni, è emergenza Sindaci e Provincia: più sicurezza

28 Giugno 2021

Le tragedie coincise con la fine del coprifuoco. Il presidente Caruso: «Occorrono controlli e sanzioni» Di Pangrazio: «Servono maggiori investimenti e interventi urgenti sul fronte della prevenzione»

AVEZZANO. Sei morti in 40 giorni nella Marsica spesso a causa di strade non sicure e carenza di controlli. Un bilancio drammatico quello registrato da maggio in poi – coinciso con la fine del coprifuoco per la pandemia – che ha spinto amministratori e associazioni a chiedere interventi urgenti per garantire una più adeguata sicurezza. Servono, però, più investimenti. E servono subito.
INTERVENTI SUBITO. Gli amministratori si sono mobilitati con appelli e richieste di interventi urgenti da mettere in agenda. Per il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, «bisogna lavorare sul territorio puntando alla prevenzione. Alcuni interventi sono stati fatti, ma bisogna farne ancora di più e di migliori. Il problema degli incidenti, spesso mortali, riguarda principalmente le strade di collegamento statali o provinciali. Sono necessari quindi investimenti, ma anche più interventi di prevenzione come l’ampliamento delle carreggiate o l’installazione di sistemi di rallentamento».
Il presidente della Provincia, Angelo Caruso, ha ricordato che «la Provincia c’è, ma serve un’azione comune con controlli mirati sulla prevenzione. Noi stiamo correndo tanto, stiamo avviando interventi di manutenzioni e altri progetti. Il problema però è che mancano i controlli. Non c’è stato alcun incidente causato dallo stato di salute della strada. Anzi, sono spesso dovuti a velocità, alcol o distrazione. Quelle sono strade che vanno percorse a 50 all’ora. Come Provincia ce la stiamo mettendo tutta, ma servirebbe – alla luce delle numerose tragedie – un’attività più mirata con controlli e sanzioni che siano da deterrente». Per Piergiorgio Assumma, dell’Osservatorio nazionale vittime di omicidio stradale «i temi da affrontare sono tre: attenzione del conducente, rispetto del codice della strada e della sobrietà nell’ottica, però, della giusta manutenzione e adeguamento delle strade da parte di proprietari e concessionari. Nel 2021 molte strade non sono più adeguate alle dimensione della auto moderne. Ma se da una parte è vero che spesso mancano i fondi per ampliare, e qui siamo al terzo tema, dall’altra l’ente proprietario è comunque tenuto per legge all’obbligo di manutenzione, gestione e apposizione della segnaletica su strade e pertinenze».
VERTICE IN PREFETTURA. È atteso per domani alle 17 un nuovo confronto convocato dal prefetto dell’Aquila, Cinzia Torraco, alla luce delle richieste pervenute dal territorio.
«Sul tavolo porteremo la problematica delle strade fucensi», ha commentato Quirino D’Orazio, sindaco di San Benedetto dei MArsi, «e in particolare della Marruviana scenario di troppe tragedie».
GLI INCIDENTI. È iniziata il 9 maggio scorso la scia di sangue sulle strade marsicane. A perdere la vita in una domenica di primavera Alessandro Martinelli, 47 anni di Guidonia, che è andato a schiantarsi con la moto lungo la Tiburtina a Pietrasecca. In quella circostanza sono stati chiesti dai sindaci del territorio più controlli e autovelox. Nella stessa notte sulla Circonfucense è morto Umberto Bianchi, 28enne di Avezzano. Anche in quel caso è tornata alla ribalta la tematica della sicurezza stradale invocata da anni dai sindaci dei comuni fucensi. Il 25 maggio sulla superstrada del Liri ha perso la vita l’imprenditore avezzanese Roberto Facchini (50 anni), mentre il 12 giugno si è schiantato contro un furgone Domenico De Roccis (47) di Civitella Roveto in sella alla sua moto. Ancora uno schianto nel Fucino il 20 giugno. Eligio Paolini, (67), di Castelvecchio Subequo è finito con la sua Fiat Panda contro una Opel Corsa guidata da un giovane di Luco dei Marsi. Infine il 25 giugno a perdere la vita è stato Giosuè Carusi (19 anni) che, in sella alla sua moto, si è scontrato con una Jeep lungo la statale che collega Avezzano a Celano.
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