Sei studenti aquilani in partenza all’estero con l’Intercultura
L’AQUILA. Si svolge oggi, al Palazzetto dei Nobili, la premiazione dei vincitori del bando di concorso di Intercultura alla presenza delle istituzioni locali, familiari, ex-partecipanti ai programmi...
L’AQUILA. Si svolge oggi, al Palazzetto dei Nobili, la premiazione dei vincitori del bando di concorso di Intercultura alla presenza delle istituzioni locali, familiari, ex-partecipanti ai programmi e volontari.
Dall’Aquila, al mondo! È il tema della premiazione. Sono sei gli studenti aquilani selezionati dai volontari di Intercultura del Centro locale dell’Aquila. Si tratta di Elettra T., che potrà partire per due mesi in Australia; Riccardo N., che potrà partire per 1 anno in Cina, grazie a una borsa di studio di Intercultura; Erika V.B., che potrà partire per 1 anno in Danimarca, grazie a una borsa di studio sponsorizzata dall’Inps; Corrado P.L., che potrà partire per un mese in Irlanda, grazie a una borsa di studio sponsorizzata da Thales Alenia Space Italia Spa; Maria Vittoria R.A., che potrà partire per 1 anno in Giappone, grazie a una borsa di studio sponsorizzata dall’Inps; Davide C., che potrà partire per 6 mesi in Francia, grazie a una borsa di studio sponsorizzata sempre dall’Inps.
«I sei studenti stanno attualmente partecipando a una serie di incontri di formazione organizzati dai volontari di Intercultura dell’Abruzzo, in collaborazione con i volontari di Avezzano, Pescara e Teramo insieme agli altri ragazzi abruzzesi in prossimità della partenza», dicono gli organizzatori, «per poter non solo arrivare preparati ad affrontare i momenti più belli, ma anche quelli più complessi della loro esperienza all’estero. E soprattutto sfruttare al meglio questa irripetibile opportunità che viene loro data di entrare in contatto con una cultura diversa dalla propria, ospiti di una famiglia e frequentando una scuola locale. Non basta un viaggio all’estero o conoscere una lingua straniera per diventare “cittadini del mondo”: grazie alla formazione impartita, questi adolescenti impareranno a entrare nel profondo della società ospitante, comprenderne le caratteristiche meno visibili, confrontarle con la propria identità nazionale. Ritorneranno in Italia come persone mature, indipendenti, autonome, ma soprattutto dotati della consapevolezza di essere “un ponte tra le culture”, in un momento storico dove la crisi del dialogo interculturale è sempre più acuita, nonostante viviamo in un mondo globalizzato e interconnesso».

