Selene è comandante del Soccorso alpino: la più giovane d’Italia

La 26enne aquilana guiderà la caserma di Tione in Trentino: «Lasciai l’università, odiavo stare al chiuso: qui anche gratis»
L’AQUILA. È aquilana la comandante più giovane di Italia in una stazione di Soccorso alpino della Guardia di finanza. Si chiama Selene Sfarra, ha 26 anni, è appassionata di montagna, ha frequentato il liceo Scientifico Bafile del capoluogo e si è iscritta alla facoltà di Ingegneria, a Roio, prima di capire che la sua strada era un’altra: «Mi veniva l’ansia a stare al chiuso, così ho lasciato l’università e ho fatto un anno da alpina in ferma a breve» spiega a ilT (quotidiano del Trentino Alto Adige/ Südtirol) che ha voluto raccontare la storia di quella che definisce «la militare dei primati».
Già nel 2016, a soli 20 anni, infatti, Selene era salita alla ribalta della cronaca per essere la prima donna, insieme alla collega Sarah Sanvito di Monza, assegnata al presidio militare che svolge servizio di vigilanza e custodia della zona sacra di Cima Grappa.
La giovane era allora in ferma breve (un anno) con cinque mesi di servizio attivo, di stanza al 7° Reggimento Alpini di Belluno. Oggi però il maresciallo Sfarra, da gennaio referente del Soccorso alpino delle fiamme gialle (Sagf) di Tione di Trento (dove mai, prima del 2022, si era insediata una donna al comando. Dove non si era ancora visto un referente di stazione così giovane, impartire ordini e disposizioni a militari che, per anno di nascita, potrebbero esserle genitori) conquista un altro primato: quello di più giovane comandante donna in Italia in una stazione di Soccorso alpino della Guardia di finanza. In tutto lo stivale c’è solo un’altra collega donna: Alessia Guanella, 48 anni, dall’anno scorso la prima donna comandante della Guardia di finanza sulle Alpi. Insomma, nonostante il forte legame con la città dell’Aquila e la nostalgia per la sua lontananza, Selene sembra ormai destinata a un percorso lontano da casa e dalla mamma, Luana Masciovecchio.
Una volta superate le prove per la ferma breve, è stata mandata ad Ascoli Piceno per un primo modulo, poi a San Candido, in provincia di Bolzano, per il cosiddetto modulo K, poi ancora in Veneto, a Belluno. La vita dura delle armi e il freddo della montagna non l’hanno però mai scoraggiata: «Volevo far parte a tutti i costi del Soccorso alpino della Guardia di finanza, ma non sapevo quando ci sarebbe stato il concorso», spiega, «così nel frattempo ho studiato da maresciallo». Una volta ottenuti i gradi, Selene ha partecipato alle selezioni del Sagf, superandole. «Tione è la mia prima assegnazione e sono entusiasta: dell’incarico, della mia squadra e di queste montagne. Svolgerei questo lavoro anche gratis», confessa, ripercorrendo le vicende degli interventi di soccorso prestati e snocciolando a memoria i nomi di località, recuperati, feriti, dispersi e delle sei vittime viste su quelle cime.
Solo 26 anni, ma una grandissima passione, un’alta professionalità e una ferma consapevolezza: «A chi vuole fare un’escursione in queste zone consiglio di affrontarla con l’abbigliamento adeguato e in base alle proprie possibilità, facendo affidamento anche a guide ed esperti del luogo, così da non rischiare di perdersi e sbagliare sentieri». Infine, un’ultima raccomandazione: «Il cellulare, quando si è in montagna, va tenuto acceso», dice. «Solo così i nostri sistemi possono intercettare il segnale del telefono e restringere l’area di ricerca a un raggio che arriva anche solo poche centinaia di metri. Se il disperso ha il cellulare spento questa possibilità ci è invece negata e le ricerche risultano più complicate».
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