Semifinale di ritorno: L’Aquila ora vuole riempire lo stadio

Under 18 gratis in curva, iniziative per accogliere gli ospiti Il sardo Steri: «Mai dimenticata L’Aquila, merita la D»
L’AQUILA. Dopo il successo in Sardegna per 3-1 contro il Taloro Gavoi nella semifinale nazionale dei play off, L’Aquila è al lavoro per preparare la sfida di ritorno al Gran Sasso, prevista domenica alle 15,30. Gli Under 18 entreranno gratis in curva. I rossoblù, a un passo dalla finale, hanno ora il compito di chiudere definitivamente la pratica tra le mura amiche. Al di là del risultato e per quanto possa sembrare scontato affermarlo, a vincere sono stati entrambi i club. Al “Maristiai” si è respirato un bel clima di fair play, vista la calorosa accoglienza da parte della società presieduta dal presidente Mathias Urru nei confronti della formazione abruzzese.
il terzo tempo
Al termine della gara si è svolto un terzo tempo in cui le due formazioni hanno condiviso un momento conviviale consumando bevande e prodotti locali. Come affermato dall’ex capitano dell’Aquila, il centrocampista sardo Alessandro Steri, «dalle nostre parti questa usanza c’è da tanti anni. Già in Serie D ci sono squadre che lo fanno, ma dall’Eccellenza in giù è ancora più frequente. Soprattutto nei comuni della Barbagia c’è grande ospitalità». Tra L’Aquila e il Taloro c’è stata correttezza anche durante lo svolgimento del match. Verso le fasi conclusive dell’incontro, il numero 15 dei sardi Alessandro Pusceddu si è accasciato a terra facendo segno di non poter proseguire. In suo soccorso è andato il capitano degli aquilani Vincenzo Scognamiglio che ha trasportato in braccio il suo avversario al di fuori del rettangolo di gioco.
in vista del ritorno
Il 3-1 premia l’ottimo lavoro svolto dai rossoblù in quest’ultima parte di stagione. «Mi aspettavo una vittoria dell’Aquila alla lunga», commenta Steri. «Immaginavo un primo tempo equilibrato ed è andata esattamente così. Poi nel secondo tempo, le qualità tecniche della squadra di Lo Re sono uscite fuori». Quanto al ritorno, «L’Aquila è con un piede e mezzo in finale, ma le partite vanno sempre giocate e bisogna restare concentrati». Arrivato nel dicembre del 2016, durante la gestione del tecnico Massimo Morgia, Steri conquistò fin da subito le chiavi del centrocampo. Nell’estate del 2017, nonostante un futuro tutt’altro che certo, il play classe ‘85 diede fin da subito la sua disponibilità a restare e con questa scelta venne premiato con la fascia da capitano da mister Pier Francesco Battistini. Fascia che, tra l’altro, è stata indossata l’ultima volta in Serie D proprio dallo stesso Steri che ora si augura di vedere la sua ex squadra ritornare nel quarto campionato nazionale attraverso gli spareggi. Sempre domenica ci sarà l'altra semifinale di ritorno tra il Chisola e il Taggia. «Ho visto gli abbinamenti e, per quanto non conosca le altre due semifinaliste, L’Aquila può e deve tornare in D. Lo Re ha trovato una quadra e i giocatori stanno facendo vedere grandi cose: io faccio il tifo per loro». Una parte di Steri è rimasta in Abruzzo, tant’è che l’attuale giocatore del Budoni, nell’estate del 2020, fece ritorno al Gran Sasso, seppur l’esperienza durò pochi mesi. «Ho lasciato dei bei ricordi e ho ancora tanti amici», conclude il giocatore. «L’ultima volta non è andata bene come la mia prima esperienza, ma non fa niente: il calcio è fatto anche di queste dinamiche. Sarò sempre legato a questa grande piazza».
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