Semine distrutte dai cervi: l’allarme degli agricoltori

31 Marzo 2022

Valle Subequana, oltre 100 ettari di campi coltivati già danneggiati dagli animali Un imprenditore disperato: «Hanno mangiato quasi tutte le piantine spuntate»

CASTEL DI IERI. Cervi invadono i campi e distruggono oltre mille ettari di colture. Ammontano a migliaia di euro i danni che oltre dieci aziende della Valle Subequana hanno subito a causa dell’invasione degli animali selvatici. Da qualche settimana gli agricoltori avevano iniziato la semina con le prime piantine già spuntate. Durante i controlli, però, si sono accorti che la maggior parte dei campi era stata invasa dai cervi con danni consistenti alle coltivazioni. «Sono il titolare di un’azienda biologica che produce farro, ceci e altri legumi», ha commentato Gianni D’Alessandro, imprenditore di Castel di Ieri, «avevo già coltivato 100 ettari con il farro che avrei dovuto raccogliere ad agosto. Le piantine erano alte più di dieci centimetri, ma nel corso di un sopralluogo ho trovato i cervi sul mio terreno mentre mangiavano le piantine appena spuntate. Qualche collega mi aveva già segnalato la presenza degli animali sui campi coltivati». Una situazione comune a tante aziende del territorio che in queste settimane stanno portando avanti a fatica il loro lavoro tra tante difficoltà a partire dal caro carburante fino all’aumento del costo dei semi. «Il farro sarebbe dovuto essere pronto in estate», ha continuato D’Alessandro, che è anche consigliere di Confagricoltura L’Aquila, «ma dopo le visite quasi quotidiane dei cervi prevedo che il raccolto sarà minimo. Finora, in zona, gli animali hanno distrutto più di mille ettari di colture», ha osservato l’imprenditore agricolo, «si tratta di un problema notevole con il quale, purtroppo, stanno facendo i conti tutte le aziende del posto. Ci sono molti colleghi che, come me, hanno sorpreso decine di cervi a mangiare i frutti del loro lavoro. La Regione, tra l’altro, dice che è una specie “non cacciabile” e non possono essere previsti abbattimenti selettivi a tutela delle semine. Nei giorni scorsi abbiamo anche organizzato una riunione con il parco Sirente- Velino per affrontare il problema». Un’ulteriore difficoltà per gli imprenditori agricoli, secondo D’Alessandro, è rappresentata dall’iter burocratico per richiedere il risarcimento dei danni. «È assurdo», conclude, «che se subisco un danno e vengo risarcito, poi non posso fare la stessa richiesta per i tre anni successivi anche in caso di danni successivi».
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