“Sentieri di carta” apre ai cervelli in fuga

22 Agosto 2018

Quattro giorni dedicati a libri e storie. E il laboratorio di cultura politica del Pd organizza un seminario

AVEZZANO. “Sentieri di carta” apre le porte ai cervelli in fuga: la seconda edizione della “Piccola fiera del libro e altre storie” promossa dal Caffè Letterario Vieniviaconme di Avezzano – in collaborazione con diverse realtà associative del territorio e con il patrocinio del Comune – è in agenda da domani a domenica nei giardini di Palazzo di città, dove si susseguiranno presentazioni di libri, laboratori di scrittura e lettura creativa e spettacoli, darà spazio anche alle esperienze di sei giovani in fuga dall’Italia.
Quattro giorni ricchi di manifestazioni nei giardini della casa comunale (l’ingresso è libero) con spazi riservati agli stand espositivi per promuovere case editrici indipendenti, associazioni, prodotti di artigianato locale e internazionale. «Sarà una buona occasione per restituire alla città di Avezzano un luogo prezioso, per molti sconosciuto», affermano gli organizzatori della kermesse ricreativo-culturale, «arricchito da appuntamenti di intrattenimento culturale ricercati e fuori dal comune».
Ospite d’eccezione di “Sentieri di carta” Alessandro Parrello: l’attore e produttore cinematografico incontrerà il pubblico sabato.
Stesso giorno, sabato 25, del seminario sui cervelli in fuga dal titolo “I nuovi orizzonti del lavoro: i talenti marsicani all’estero”, organizzato dal laboratorio di cultura politica del Pd marsicano, animato da esponenti del mondo della politica, della scuola e delle professioni. Appuntamento alle 18. Sergio Natalia, moderatore dell’incontro, intervisterà sei ragazze e ragazzi marsicani, che hanno maturato esperienze di lavoro fuori dall’Italia. «La fuga dei cervelli all’estero», affermano i promotori del seminario, «come si evince da un recente studio di Confindustria, fa perdere all’Italia circa 14 miliardi all’anno in termini di capitale umano, pari a 1 punto percentuale di Pil. L’obiettivo è di capire perché si sono trasferiti all’estero, quali difficoltà hanno incontrato, quali sono le differenze tra il nostro mondo del lavoro e quello di altri Paesi». Insomma, l’incontro è finalizzato a indagare i motivi che spingono tanti giovani a trovare fuori dall’Italia una collocazione professionale. «L’Abruzzo», concludono, «è la regione meridionale con più difficoltà a trattenere i giovani forniti di alti titoli di studio. La particolare struttura economica regionale, i ritardi del mercato del lavoro, la debolezza del settore dei servizi, causano annualmente una forte emorragia di cervelli. Secondo la Svimez circa il 30% dei laureati abruzzesi, la quota più alta del Mezzogiorno d’Italia, va a lavorare fuori regione». (m.s.)
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