Sentieri vietati quattro mesi, il Cai s’infuria

28 Agosto 2021

Contestata la chiusura dal 15 novembre ad aprile di Valle Majelama e altre zone: «Scelta unilaterale»

MASSA D’ALBE. Accesso vietato a Valle Majelama e in altri sentieri del Velino per quattro mesi l’anno. È polemica dopo l’ordinanza del Comune di Massa d’Albe che ha interdetto l’accesso e il transito ai sentieri 8 (Valle Majelama), 7 e 7A (Monte Cafornia) e 9 (Peschio Rovicino) della Riserva naturale orientata Monte Velino dal 15 novembre al 30 aprile di ogni anno «per motivi sicurezza pubblica inerente all’incolumità di persone e cose. Nel restante periodo dell’anno», è quanto riportato nel provvedimento a firma del sindaco Nazareno Lucci: «La fruizione escursionistica dei sentieri è regolamentata in base a quanto previsto dall’intesa intercorsa con il Reparto carabinieri biodiversità di Castel di Sangro. I trasgressori saranno puniti con una multa che va da 25,82 a 77,47 euro. Salvo che le relative condotte non comportino anche l’eventuale violazione di norme penali». I carabinieri hanno stabilito che dal primo maggio al 15 agosto le escursioni sul sentiero 8 (Valle Majelama) saranno possibili con guide autorizzate solo con autorizzazione del Reparto biodiversità di Castel di Sangro, mentre dal 16 agosto al 14 novembre saranno possibili 30 accessi al giorno sempre previa richiesta. Il modulo va inviato via mail almeno cinque giorni prima dell’escursione. Nell’ordinanza si legge anche che è «stato tenuto contro dell’esito dell’incontro convocato dal sindaco al quale hanno partecipato i rappresentanti del Cai di Avezzano e durante il quale sono stati condivisi unanimemente i contenuti riportati nel provvedimento». Parole che hanno fatto infuriare il Cai Avezzano. «Decisioni così rilevanti, sembra imposte sia al rappresentante del Cai che allo stesso sindaco dall’autorità superiore, non hanno comunque avuto la ratifica del consiglio direttivo della sezione e dunque non sono affatto condivise dal Cai Avezzano», spiega il vice presidente della sezione Gianfranco Gallese, «rispettoso delle leggi che vigono nella Riserva Monte Velino a tutela dell’ambiente, e in particolare della fauna nel periodo più delicato della riproduzione (ragion per cui nacque l’ordinanza del sindaco Blasetti nel 1982 che determinava la chiusura dal 15 febbraio al 15 agosto, ndc), il Cai non è assolutamente d’accordo sulle motivazioni riguardanti il rischio presunto derivante da slavine e fondo dei sentieri, che hanno portato all’anticipazione della chiusura dell’intera area di ben tre mesi, addirittura al 15 novembre quando la probabilità di neve è bassissima, anche se ne è stata anticipata la scadenza ad aprile anziché ad agosto. La nostra sezione», conclude il vice presidente del Cai Avezzano, «invitata all’incontro con una diversa prospettiva, è stata invece sottoposta, contro la propria volontà, a una decisione inattesa e unilaterale, senza potersi in alcun modo opporre o far valere le proprie ragioni». (f.d.m.)