Sentiero della libertà, cammino nella storia

SULMONA. Il ritrovo a metà mattinata davanti all’ingresso del campo di concentramento di Fonte d’Amore prima di una breve marcia per raggiungere Borgo Pacentrano, nel centro storico di Sulmona, che...
SULMONA. Il ritrovo a metà mattinata davanti all’ingresso del campo di concentramento di Fonte d’Amore prima di una breve marcia per raggiungere Borgo Pacentrano, nel centro storico di Sulmona, che fu il cuore della resistenza umanitaria. Ha preso vita così il progetto relativo al “Cammino del Sentiero della Libertà”, nato circa un anno fa con lo scopo di rendere lo stesso sentiero percorribile da chiunque nell’arco di tutte le stagioni dell’anno. Un’iniziativa concepita e realizzata dall’associazione che porta proprio il nome del sentiero. A dare l’input iniziale, le tante richieste da parte di camminatori provenienti da tutta Italia e, in alcuni casi anche dall’estero. Appassionati venuti a conoscenza del “Freedom trail” e con tanta voglia di percorrerlo. Il Cammino verrà inserito nella mappa degli itinerari abruzzesi, riconosciuti dalla Regione Abruzzo e nell’Atlante nazionale dei Cammini, così come previsto dal Miur nel 2015.
Il tracciato è in buona parte sovrapponibile a quello che si percorre ogni anno in occasione delle iniziative legate al Sentiero della libertà. Di fatto, questa via – un trekking di 60 chilometri – ripercorre la via di fuga di migliaia di prigionieri alleati e di giovani italiani che lottavano per la liberazione d’Italia, divisa dalla Linea Gustav dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, quando l’Abruzzo divenne terra di confine e angolo di speranza per i fuggiaschi che si schieravano con l’Esercito alleato. «Per quanto riguarda la prima tappa», viene spiegato dall’associazione, «si è ritenuto che il luogo naturale di partenza del Cammino fosse il Campo 78, il campo di concentramento oggetto di un progetto di valorizzazione».
Nel lavoro di tracciamento del sentiero è stato coinvolto anche il Cai, sezione Sulmona. Alcuni cartelli saranno sistemati lungo il percorso per narrarne le vicende storiche. Ieri è stato apposto il primo, alla presenza del direttivo dell’associazione presieduta da Maria Rosaria La Morgia, dello storico Enzo Fimiani, di Roberto Bezzu (Cai) e di Domenico Taglieri (Fondazione Carispaq). (fab.i.)

