Sentiero storico chiuso da un guard-rail

I lavori per la sicurezza della statale 17 bis bloccano l’accesso al percorso lungo la valle del Raiale
ASSERGI. Fino alla metà del secolo scorso per attraversare la valle del Raiale e andare oltre veniva utilizzato un antico percorso che si inoltrava in un paesaggio mozzafiato. Poi quel sentiero è andato in disuso e oggi a causa della messa in sicurezza della Statale 17 l’ingresso è stato chiuso con un guard-rail.
La segnalazione arriva da Ivana Fiordigigli presidente dell’associazione culturale “Assergi: cultura, memoria e montagna”. «Lungo la Statale 17 bis», scrive la Fiordigigli, «si stanno svolgendo da parte dell’Anas importanti lavori di revisione strutturale della strada, di rinforzo e di sostegno dei bordi e quanto altro necessario, ma si sta anche sigillando per sempre l’accesso a un percorso storico. Occorre qui far notare che non si tratta di accesso a terreni privati o a singole proprietà; si tratta, invece, della possibilità di accedere a una strada di collegamento, un tempo importantissima, tra la valle del Raiale che si stende tra Paganica, Camarda e Assergi e il territorio da Assergi fino al Vasto e oltre, e fino alle sorgenti dell’Acqua di San Franco. Questo percorso era fondamentale per contadini, pastori, agricoltori di Camarda, che dovevano quotidianamente raggiungere le località di San Pietro, La Genga e il Vasto. Si possono consultare tutte le mappe, soprattutto quelle più antiche, per trovarlo tracciato ed era l’unico modo per raggiungere quelle zone. Non esisteva allora né la strada statale 17 bis per la funivia, tantomeno esisteva la strada molto più recente per le Capannelle. Per capire fino in fondo l’importanza di questo percorso basti pensare che a quei tempi la strada da Paganica finiva ad Assergi. Per proseguire verso la montagna c’erano solo due viottoli stretti tra le case del paese, oggi tutti e due interrotti dalla Statale 17 bis. È oggi di moda e di attualità riscoprire, ristrutturare e riattivare percorsi più o meno antichi o inventarne di nuovi. Sarebbe molto strano che ad Assergi, nella piena indifferenza di tutti, si chiuda definitivamente l’accesso a un percorso secolare, socialmente ed economicamente importante, punteggiato da tutta una serie di emergenze storiche da tutelare e valorizzare». (g.p.)
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