«Senza cantieri non ci sarebbero le case»

18 Giugno 2019

Il presidente dell’Ance, Cicchetti, replica ai problemi sollevati da residenti e negozianti. Il 20 l’incontro

L’AQUILA. «Senza cantieri oggi non ci sarebbero né case, né uffici e neppure i negozi riconsegnati. Non si può parlare, oggi, dell’attività di cantiere come di un ospite sgradito del centro storico». Risponde così il presidente dell'Ance, alle lamentale sollevate da residenti e commercianti sulla «scarsa vivibilità del centro in relazione ai tanti lavori in esecuzione». Il 20 giugno è in programma un incontro traAdolfo Cicchetti e l'assessore alla mobilità, Carla Mannetti, che intende regolamentare l'accesso dei mezzi pesanti individuando fasce orarie specifiche, al mattino presto e nel primo pomeriggio. «Se stiamo discutendo di coesistenza tra cantieri e attività che tornano in centro, vuol dire che la rinascita è già cominciata. Questo non può che farci affrontare il problema con lo spirito positivo di chi ormai ha lo sguardo rivolto in avanti e cerca soluzioni, non polemiche o scontri tra categorie», la prima riflessione di Cicchetti che, poi, aggiunge: «L'Ance è a disposizione per qualsiasi utile strategia che permetta agli operatori commerciali, agli uffici e a tutti i residenti e utilizzatori del centro di veder attenuare gli effetti della ricostruzione materiale: rumori, traffico, polveri, ingombri. Appare, tuttavia, persino banale ribadire che il lavoro del cantiere, non è un lavoro da poter svolgere in punta di piedi e la presenza di mezzi pesanti e strumenti e maestranze che si muovono, per quanto possa gestirsi in un coordinamento virtuoso, non sarà mai una presenza discreta. Comprendiamo le difficoltà degli operatori del commercio, a cui va tutta la nostra solidarietà e stima per la forza d’animo con cui hanno puntato sulla rinascita: riusciremo a trovare insieme una soluzione. Anche noi, come operatori edili, subiamo gli stessi problemi di interferenza tra cantieri», spiega Cicchetti ricordando che «mai una ricostruzione post sismica aveva toccato un centro urbano di impianto storico, denso di abitazioni e monumenti fragili e carente di parcheggi ed aree di deposito. Questo crea anche problemi di sicurezza per le maestranze oltre che difficoltà di movimenti di mezzi e di approvvigionamento di materiali. Stiamo facendo il possibile per riconsegnare le opere a regola d’arte e in tempi celeri, proteggere nel contempo salute dei nostri operai e vivibilità».
©RIPRODUZIONE RISERVATA